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Questa
pagina è uno stralcio di me. Niente di più, niente di meno.
Semplicemente la mia arte del pensare, quella che da anni cerco di far valere,
di far amare ma che, nonostante i numerosi sforzi, non riesco a far comprendere.
Il
mio messaggio non giunge. I miei pensieri non vengono carpiti e ne sono
pienamente consapevole... un pò triste, ma realista!
La verità sta nel fatto che nemmeno io riesco a capirmi.
Gli altri sono sconosciuti. Non si può fare, partita persa!
La
pagina si divide in due sezioni: in una ci sono tutte le mie poesie... beh
tutte è allargarsi un pò. Quelle che più mi sono "piaciute",
quelle che ho scritto con più passione e con più roba in corpo...
insomma, le più vissute.
Nell'altra troverete i miei deliri, ovvero tutti i pensieri gettati senza
riflettere e con un ordine psichico solo mio, quasi impossibile da decifrare.
Alcuni sono parti delle mie folli utopie, niente di vero insomma. O forse
si.
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STELLE
Guardo
nel cielo splendere le stelle,
luminose e così minuscole
da farmi sentire immensa.
Guardo le pareti della mia stanza
e torno alla realtà racchiusa
nell'angusto ripostiglio
della concreta vita.
Poi chiudo le palpebre tremanti
e mi addormento.
Quando il sonno mi possiede
posso ancora sentire
il sussurro delle stelle.
L'ETERNITA'
Vi
è una porta al centro della realtà,
alcuni la chiamano sogno,
altri morte,
certi continuano a chiamarla destino.
Questa porta apre la strada
a chi è consapevole di cosa vuole,
a chi sa cosa sta per attraversare.
E grande l'immenso oceano
che si distende davanti a noi,
è accecante la luce che emana
quella porta sospesa nell'aria,
quella porta che solo alcuni
possono vedere.
Un giorno anch'io potrò oltrepassarla,
quando finalmente raggiungerò
la soglia dell'eternità.
POESIA
A
volte mi capita di viaggiare
attraverso dimensioni sconosciute,
non so nemmeno io dove vado a finire,
vedo solo una grande luce,
immensa ed inesplorabile
e mi perdo in questo mondo.
La mente si stacca dal mio corpo,
evade dalla prigione della realtà
e fugge... scappa lontano,
dove nessuno può catturarla.
Solo in alcuni momenti mi capita,
quando ho voglia di gettare
lo sconforto su un foglio immacolato.
Mi capita solo quando scrivo,
assente e devota,
una poesia.
MURI
Come
sono alti ed invalicabili questi muri,
si erigono sulla tua anima e ti impediscono
di guardare oltre,
non ti permettono di vedere il domani.
E nei tuoi occhi brilla la speranza
perché ti senti forte abbastanza
per buttarli giù,
per costringere l'orgoglio a morire.
Ed è questo che vuoi,
smettere di pensare troppo,
cedere alle emozioni,
evadere dalle inibizioni.
Perché non gridare a tutto il mondo
che ami anche tu come gli altri?
Perché non sputare l'anima
addosso alla gente che ti credeva inutile?
Abbatti questi muri e solo allora
qualcuno si accorgerà che tu,
come loro, hai un cuore sincero.
LA MORTE
Tutto
tace, un tepore debole
sovrasta il gelido freddo esterno,
una luce fioca dipinge lievemente
il viso scavato di chi con dissapore
giace su quel materasso sgualcito.
Il tempo scorre minuziosamente
ed il ticchettio del grande orologio
sembra essere un potente suono nel silenzio.
La respirazione cerebrale aumenta
nel vortice cattivo di quell'atmosfera teatrale.
I suoi occhi velati di ghiaccio
osservano immobili il soffitto crepato,
pian piano il suo cuore riduce il battito
ed il terrore lo imprigiona
in questo momento spaventoso.
Le sue gambe sono inchiodate,
le sue mani bianche cercano invano di muoversi,
sulla sua fronte gocce di sudore colano
con fatica sulle guance.
In quel silenzio acuto
qualcuno sta lasciando il mondo dei vivi
per andare in chissà quale inferno.
Vertiginosamente il respiro gli viene a mancare,
annaspa, soffoca, muore.
Nel mezzo della stanza
l'anima volteggia scomparendo quasi subito.
Il suo corpo è fermo ma,
il tunnel macabro di quel viaggio
ha ormai spento le sue luci.
IL POSSESSO
E'
il sentirsi preso da una sensazione
di grandiosa entità a te sconosciuta.
E' il sapere di essere posseduto
da qualcosa di esterno.
E' il muoversi e l'agire per conto di qualcos'altro
senza poter controllare le emozioni.
E' il combattere di due corpi entrambi forti e neutri.
E' il potere di agire
senza rendersi veramente conto di esistere.
DANZANDO IL BUIO
Opaco
colore tenue scorre
sul tessuto lucente di questa notte tenebrosa.
Spiragli di luna segnano il passare monotono del tempo.
L'ostacolo trasparente si apre
offrendo l'entrata dell'ignoto buio.
Come libellule danziamo questo buio
contornato da punti immensi di vita.
DELIRIO
E'
così calda questa stanza
che quasi l'arsura mi soffoca.
Sento una musica celestiale
affondare nelle mie viscere e scendere,
scendere sempre più in basso
fino a stagnarsi dentro di me
e scolpire nella mia mente
un'immagine sconosciuta alla realtà.
Vedo volti distrutti dal dolore,
lacrime scorrere a fiumi,
sorrisi spegnersi sulle labbra
e tanta paura.
Tutto questo in un attimo di delirio umano,
quando sono stata davvero triste.
STREGA
Guardi
il cielo alzando appena gli occhi
e la luce della luna piena tratteggia con decisione
i lineamenti del tuo volto,
quegli occhi gelidi e luminosi,
quei capelli rossi che scendono
inerti ed orgogliosi sulle spalle curve.
Accenni un sorriso
e si apre simpaticamente una fossetta
sulla tua guancia,
inarchi le sopracciglia
e alzi le mani allimmenso buio.
Muovi lentamente le dita
quasi volessi afferrare una stella fantasma
che cade violenta nei tuoi occhi
per splendere sempre di più
ed irradiare il mondo intorno a te.
Non posso che guardarti affascinata
dalla tua forte personalità
e ridere con te della tua allegra vitalità
e resto a bere il tuo spirito
mentre la tua fragile anima chiede aiuto
e urla di essere aiutata.
Io ti capisco, strega,
mentre con il sorriso sulle labbra
compi il tuo miglior maleficio:
vivere senza amore.
DIABOLICO AMORE
Si
sono incontrati in sogno,
questi due fuggitivi amanti,
scappati dal loro precedente amore,
speranzosi di limitare i propri oscuri orizzonti.
Ma si sono ritrovati in un istante
mentre il fuoco riscaldava ferocemente
le loro anime dannate.
Si sono legati in un abbraccio violento,
stringendosi così forte da annientare
il peccato insito nei loro cuori.
Mentre il giorno nasceva
e la luna lasciava il passo
al cocente sole destate,
il loro diabolico amore sbocciava dal nulla,
servendosi del perdono
per essere considerato eterno.
ADELE
Ho
conosciuto una donna,
aveva la mia età ma ne dimostrava di più,
l'ho vista nella mia testa ed aveva le ali d'angelo,
aveva sesso, era donna a tutti gli effetti.
Mi guardava silenziosa,
mi raccontava dei suoi delitti,
chi aveva ucciso,
come aveva infierito sulle vittime,
cosa provava ogni volta che la follia la possedeva,
violentava il suo corpo inerte ed è divenuta forte,
grande, immensa, spirito.
Non esiste più, morta per sempre
ma non nella mia fantasia,
perché mi è vicina più di prima.
E il mio angelo custode, volteggia in aria, vola.
Quando arriva in alto perde sangue dall'anima dannata.
Cerca il perdono,
non da un dio che non esiste
ma dall'eterna condanna all'esilio celestiale.
Continua a vegliarmi seria e taciturna
e spera nel futuro ripensando a ciò che ha fatto
senza alcun pentimento.
E folle, distrattamente sveglia
mentre alita sul mio viso ogni volta che dormo.
Quando però apro gli occhi alla realtà
io non la vedo affatto,
ma la immagino accanto a me.
Così io l'amo e spero per lei
un precoce ritorno nel mondo dei sogni.
NON RESTA CHE CENERE
E quanto piove che mi soffermo
ad osservare il cielo colmo di nubi impenetrabili
e buio come la densità della notte.
E poi la mia mente comincia a vagare
solitaria ed atterrita,
triste e stancamente ribelle,
costruisce un valico tra la realtà ed il sogno
per capire, comprendere il motivo
per cui fa tutto così schifo.
E' quando è notte che mi metto lì a pensare
a quanto sarbbe bello non dover piangere
tutte le volte che mi accorgo
che non ci sarà mai la pace e l'eternità.
Sto lì ad osservare il mondo
e mi chiedo se, quando cadrà a pezzi,
la sua cenere conterrà leggera i nostri corpi.
VAMPIRI
Dai
lati della loro bocca
scendono furiose righe di sangue innocente,
nei loro occhi splende la felicità
di aver vissuto vite altrui,
di essersi dissetato delle loro anime.
Guardano la notte aspettandosi l'arrivo
dell'alba dell'orrore che potrebbe anche ucciderli.
Si coricano col sorriso sulle labbra
sognando unaltra notte
in cui sacrificare gli spiriti
delle persone per viverne.
E sognano, e ridono, e vivono di loro.
Poi, questi esseri senza anima,
berranno i cuori e di essi si nutriranno,
fino alla prossima alba.
SPIRITI IRREQUIETI
Una
luce attraversa il cielo
con violenza trafiggendo le nuvole
come un'argentea lama, poi fugge,
dissolvendosi nei meandri di un sogno.
E nel sonno di un bambino lei si rifugia,
aspettando di essere di nuovo libera.
Il vento sospinge le foglie che alte si innalzano,
questo alito di anime
che irrequieto viaggia per le strade solitarie
per dare pace alla sua sofferenza.
Il mare si erige come muri sulla sabbia fina che,
distesa, si riposa come un grande letto
di pacifica natura.
Le sue onde si infrangono per magia
su scogli fantasma e si spezzano
gridando al mondo di farle rinascere
ed il mare le accontenta.
Questo movimento spirituale,
ma così vero, dà pensiero all'uomo reale
di credere in qualcosa che non sia
sangue porporeo che il cuore pompa
celermente con audacia.
Questi sono loro, visti come si vuole,
affinchè il ciclo naturale della vita
possa essere incatenato,
come edera rampicante,
alle speranze di ognuno di noi.
E vivremo con il sorriso,
assaporando le gesta di questi eroi
che ora non esistono più
ma che continuano a parlare dalle loro prigioni.
CATENE
Possono
tenerti legato ad un pensiero
e non permetterti in nessun modo di scappare
perché ti stringono così forte
che diventa impossibile liberarsene.
Ti manca la chiave per poterle aprire,
per poterle sfilare dal tuo cuore.
E difficile spezzarle quanto è distruttivo
pensare di riuscire ad essere
veramente libero dall'ossessione.
Vorresti non avere una mente,
per non ricordare più,
per dimenticare i dolori e le angosce
che nel tempo hanno forgiato
ogni parte del tuo spirito.
E continui a guardare, inerte e sconsolato,
le tue fantomatiche catene, forti ed indistruttibili,
che circondano la tua anima
e non le permettono di parlare.
Tu che lo vorresti ma che non sei
e non sarai più forte di loro.
Non ti sei mai accorto però che questo
è solo un alibi che ti sei inventato
perché in te stagnerà costante
la paura di spezzarle e volare.
OMBRE
Guardo il cielo terso d'immenso,
il sole riflettersi sui muri,
alti muri invalicabili
come le paure della gente.
Nessuno mai potrà scappare
e mentre le nubi si spostano
come carri funebri nel loro spazio,
nell'aria non si respira più.
Guardo il via vai della gente
e leggo la frustrazione nei loro occhi bui e spenti
anche quando un pittore ha dipinto sul loro volto
un falso sorriso.
Non mi chiedo mai se anch'io
come loro fingo una felicità che non esiste,
forse ne sono già consapevole,
forse felice non lo sono mai stata.
Delle volte guardo la notte
con le sue stelle brillanti
e penso al dolore di chi di notte
riesce a soffrire di meno
ma ha il cuore colmo di paura per l'avvenire.
E le ombre della solitudine si spostano
di volta in volta, sempre alla ricerca
di un nuovo cuore da oscurare.
Mentre guardo tutto questo io piango,
perché anche questa volta un'ombra
si è posata su di me.
TEMPO
Non
esiste il tempo,
quando si gode degli attimi.
Non vi è via di scampo
al'lavvicinarsi del sonno eterno.
Il terrore di crescere
nella consapevolezza
di non potere più tornare indietro.
DIAVOLO
Nella
notte mi perdo nei tuoi occhi
mio perfido amico,
mentre lotti per un'anima
che non ti appartiene.
Nelle tue lacrime potrei annegare
e riesco a vedere nitida la tua sofferenza.
Vorrei poterti dare la vita terrena
per avere finalmente la certezza
che il male esiste e se esso c'è
mi colpisce il barlume della speranza
affinchè insieme a te
esista anche il bene
perché io non lo conosco.
ANGELI DELLA NOTTE
Mi
sembra quasi di vederli, nella notte,
quando sto per addormentarmi
e vorrei poter sognare paesi immensi
dove non esiste il tempo
né la paura di esistere.
Li osservo nella loro luminosità
e desidero essere lì con loro,
nel loro mondo, nei loro innocenti pensieri.
Vorrei poter immergermi nelle nuvole
e non tornare più...
...restare appesa ad un sogno.
CATTIVA
I miei occhi non vedono più,
il mio cuore aumenta il suo battito regolare,
dentro di me ribolle la rabbia,
vorrei annullarmi in quei momenti atroci,
vorrei nascondermi o fuggire altrove
dove non posso fare del male.
Sono come un cane rabbioso
senza il guinzaglio.
Devo mordere, devo far male.
Quando poi guardo nel dolore degli altri
vorrei piangere,
chiedo il perdono.
SOLITUDINE BASTARDA
Come
odio questo pensiero.
Come è difficile non sentire
che la paura ti attanaglia.
Ed io la sento,
è insita in me e malvagia mi perseguita.
Paura della solitudine,
quella condizione umana
che non riesco a sopportare
e che mi rende così vulnerabile.
Cerco ancora la mia forza,
invano e disperata la cerco...
ma non la trovo.
Aiutami tu, amore, sentimento irrazionale,
a trovare luscita da ques'tincubo
che si materializza nella bastarda solitudine
vissuta per troppo, troppo tempo.
TORMENTO
Annego
in una valle di lacrime,
annaspo alla ricerca di un rifugio
ma non trovo che vuoto.
Questo cielo mi sormonta,
oscuro e tumultuoso,
mi spaventa e mi imprigiona
in un vortice fumoso di pensieri.
Vorrei entrare dentro di me
per sconfiggere 'linconscio
e ritrovare quel coraggio che ho perduto.
Per ora resto qui,
a calpestare il suolo
mentre la mia anima vola in alto,
alla ricerca disperata di nuova felicità.
L'IMMENSO VUOTO
Vi
è un posto, dentro di noi,
dove alberga l'inquietudine di vivere.
Fortunato è colui che non lo conosce.
Questo spazio libero è grande, immenso,
ma spesso non è accessibile alla ragione
e ci sommerge, ci calpesta.
Quante volte sentiamo questo vuoto?
Quante volte cerchiamo di ribellarci al dolore?
Troppe! Nessuno è in grado di capire
cosa si cela dietro una modesta facciata di serenità.
E come se ognuno di noi
volesse eliminare una parte di se,
prendere a calci la realtà
come un barattolo per la strada.
Non vi è ragione allo sconforto,
non vi è spiegazione alla sofferenza
perché il più delle volte
non vi è motivo per piangere.
Questo immenso vuoto nel nostro cuore
non cesserà mai di esistere
finchè vivremo noi.
Non esiste una vita senza dolore,
chiunque ha desiderato anche una sola volta
di non esistere più. Non vi è rimedio!
E quando questo male diventa
l'unico padrone della nostra vita,
è arrivato il momento di decidere
la strada da percorrere.
Non vi sono molte scelte, non cè alternativa.
Ma è importante sapere che non siamo i soli
a poterlo combattere, è così facile arrendersi
che quasi cè da farsi pena.
No! Io non mollo!
Personalmente penso di valeremolto di più
di un semplice paragrafo...
...io sono un intero romanzo
e non sono che all'inzio.
Io continuo a vivere.
LILITH
Quante
volte nei sogni ho visto oscurità e solitudine.
E innumerevoli volte ho gridato senza voce
tutta la paura.
Ti ho sempre cercata
ma brancolavo nel buio con occhi ciechi,
spente orbite profonde.
Bramavo dal desiderio di vederti
mentre udivo il tuo silenzio.
E s'innalzava sempre più forte
il mio disperato lamento.
Morire sarebbe stato niente.
Ogni risveglio era un abbaglio.
Attendevo impaziente la notte
per lottare ancora contro l'irrealtà.
Inutili le mie lacrime di sangue.
Niente mi avrebbe aiutata.
E quando ormai le speranze erano perse mi sei apparsa!
La presenza invisibile dei sogni
ma con una voce un'anima.
Benchè tu non sia tangibile
sei esattamente quello che da sempre
mi è mancato per completare
il magico mosaico della mia vita.
CIO' CHE VEDO
Vedo il sole dipinto di nero,
le onde bagnate dal buio,
vedo la gente camminare da sola,
i cuori galoppare con paura,
vedo la solitudine,
la grande voglia di sognare
paesi grandi e spazi immensi.
Ciò che vedo è la realtà viziata,
tutto quello che non si può avere,
quando il tempo scorre lento,
ciò che vorrei vedere fugge come il vento.
SOGNANDO
Pensi
e non vorresti pensare,
soffri senza voler soffrire
ed il mondo ti si schiaccia addosso.
Le emozioni ti soffocano,
piangi e non vorresti piangere
su questa vita,
sogni quando vorresti solo morire.
TRASGRESSIONE
Niente
è segreto,
tutto è svelato come un bisbiglio
ed il momento sembra eterno.
Le emozioni galoppano in corpo
e ti tentano.
E' la trasgressione,
tutto ciò che vuoi
è solo il divieto al male.
Il tuo corpo si separa dall'anima
e cedi al piacere di sbagliare.
Quando tutto è finito
c'è pentimento ma voglia di riprovare.
BLOODY KISS
Sento
il sangue dei tuoi baci
quando falso e bastardo ti avvicini a me
con labbra rosse e malvagie.
Non mi piacciono i tuoi discorsi
cerebrali ed assenti,
mi turbano le tue mani insistenti.
Non voglio più sentire
il tuo morso di vampiro stilizzato,
non desidero più sentirti dentro nell'anima.
Per una volta sono io a manovrare il gioco,
il tanto pericoloso e stuzzicante
altalenare della tua psiche.
Mi divertivi un tempo ora mi fai paura.
Una paura sottile ed eccitante
ma non sei più tanto originale.
Tagliati le labbra con la solita lametta,
tanto non berrò più il tuo infimo nettare.
RICOMINCIARE
Solo
io, soltanto io so com'è dura ricominciare.
Tutto da capo, un'intera vita gettata nel fango
che non senti più tua.
Ma c'è il desiderio, la voglia smisurata
di ricominciare ad essere felice.
Chiedo aiuto alla gente
ma nessuno è in grado di tirarmi fuori dall'abisso.
Solo io, soltanto io, posso aiutarmi,
posso amarmi sul serio.
Cerco solo la forza per riuscirci,
per dimostrare alla medesima gente
che la fiducia in sè stessi rende davvero forti
anche i più deboli ed inutili esseri umani.
PROIBITO
Mentre
osservo il cielo
costellato da immensi punti
sento il grido degli uccelli
che nella notte chiedono aiuto
alla luna splendente.
E penso a come potrei salvarmi
dalla loro condizione silenziosa.
Mi domando come potrei volare via
con loro nella notte
senza che nessuno si accorga di me.
SCATOLA FREDDA
La stanza è buia.
Non vedo nulla.
Sento bussare nella scatola.
Vagiti di bambini risuonano dentro.
Vorrei poterla aprire.
Vorrei poter guardarci dentro.
Desiderio infinito.
E' fredda e grigia.
Mi osserva con occhi fantasma.
Sento il suo sguardo indagatore
su di me e dentro di me.
Non ho difese.
Mi sento impaurita e tremolante.
Febbre. La casa è vuota.
La stanza è ancora buia.
Aspetto la luce per tentare di fuggire.
Ma anche se uscissi da questa stanza
la scatola sarebbe con me.
Impiantata lì con mille cose
da raccontare e da mostrare.
Il mio cervello.
AMNESIA
Vorrei
poter avere una possibilità
nella vita ed è quella di riuscire
a dimenticare il dolore.
Non vi è modo per non pensare,
per lasciarsi alle spalle il passato.
Potrebbe accadere.
Nel cervello.
Non ricordare più nulla,
come una forte amnesia.
Più niente...solo il vuoto.
OSSIGENO PURO
Non
è l'amore
quello che da aria ai polmoni
quando senti il respiro corto.
Non credo nei sentimenti puri,
quelli buoni, quelli eterni!
Io non sono affatto pronta p
er provare tali sensazioni inebrianti,
io nemmeno lo voglio.
Vertiginosa è la mia discesa,
mi sento come in una camera iperbarica,
senza la possibilità di premere
un interruttore del cazzo.
Non vi è speranza in me ormai,
quel che desidero
è sempre la stessa cosa....
ACERBI PER SEMPRE
Non esiste al mondo
una ragione per non desiderare
che la vita continui in eterno,
restare frutti acerbi per sempre
assaporando il gusto dell'essenza infinita.
Ma questo mondo, così mediocre,
costringe la gente a non apprezzare
la vita che ci è stata donata.
GOTICO
Nero.
Il sentiero che si stende davanti a me
oh strega maledetta.
Sulle tue curve mi muovo...
oh malefica creatura.
Cammino lungo il viale alberato del nulla
e non vorrei mai arrivare a destinazione.
Buio. Oscuro presentimento
di ciò che vedrò o sentirò
quando tu accarezzerai le mie membra,
le mie carni a brandelli
e berrai il mio sangue putrido.
Non voglio nemmeno immaginare
le sensazioni che potrei provare...
non posso essere come te,
non posso permettermi di andare oltre.
Terrore profondo della luce
che potrebbe inondare i miei occhi vitrei...non farlo.
Fammi cadere.
RADICI
Non
ha radici questa mia vita,
quando la musica invade stanca la mia mente
non esiste al mondo nessuna ragione per morire.
Oh mia amata quanto vorrei
che anche tu sentissi questa dolcissima melodia!
Sento l'odore nauseante del tabacco nelle narici
e penso agli orrori del mondo...
quanto vorrei provare anch'io,
sentire il caldo fluire del sangue tra le mie dita,
oh mia diletta.
A te, amabile sconosciuta
questa confessione è dedicata.
E mentre il suono di questa musica
si indebolisce e scompare, io t'amo.
E' notte ed io al sonno mi abbandono.
FOGLIO NERO
La
notte...con il suo silenzio
e quel sorriso diabolico...
vorrei essere un vampiro
per sentire il suo calore,
per bere l'essenza della vita.
Quel sangue bollente,
quella fame insaziabile.
Come vorrei sentire la sua presenza.
MOLTIPLICAZIONI GENETICHE
Un filo d'erba sfiora la pelle.
Il calore del sole scalda l'anima.
Il gelo dell'inverno crea
immensi ghiacciai nel cuore.
Il tuo sorriso riempie di gioia
la mia vita inutile.
Vaffanculo!
Che la morte vada a farsi fottere.
Siamo tutti figli della stessa stronza madre...
tutti figli della nera natura.
SOGNO ANCORA
Io
sogno, incatenata ad un'illusione.
Vedo nuovi orizzonti sereni,
cerco con disperata passione
una via d'uscita.
Non mi resta che attendere
il giorno in cui mai avrò paura.
Il tempo porta giudizio,
io non voglio più aspettare...
non sento che il forte desiderio
di una conclusione.
Con strana lucidità mi rassegno
dopo aver dolorosamente esplorato
un mondo senza pietà.
Assolvo i miei più impuri peccati
e mi perdono.
Ora più di tutto ho diritto di vivere.
RAISTLIN
Sulla strada che porta
al tunnel più lungo della vita
di un uomo io ti ho incontrato,
che forma avessi non me lo ricordo
ma sentivo la tua presenza
come ragnatele su pareti
di una vecchia dimora abbandonata.
Tu eri lì, sulla mia pelle a tatuarmi di te.
Non ho mai dimenticato quel momento
in cui anche il solo pensiero
attraversava le menti di entrambi...
questi sarcofaghi umidi e bui...
siamo noi oh Raistlin,
noi segreti amici di un'entità suprema,
noi che non dimentichiamo mai di amare!
Noi che ci diamo la mano
anche senza vederci!
Tu sai chi sono, tu mi conosci,
tu mi hai esplorato l'anima
mentre camminavo verso la fine
ma di te mi resta solo l'odore acerbo
e sprezzante di un segreto amante.
LUCE NERA DI LAMA
Oltre
il buio vi è sempre una luce.
Non ha importanza dove essa possa condurre
ma ciò che conta è che ci sia.
Quando ci si trova sommersi dal male e dal dolore,
è un bene che i nostri occhi vedano quella luce,
fonte di speranza e di salvezza.
Lasciamoci tagliare da lei.
Guardo in fondo al buio tunnel
e vedo un traguardo, u
na meta da raggiungere per urlare al cielo
la mia felicità.
Voglio smettere di soffrire,
voglio mettere fine a questo lamento,
voglio scavalcare il muro delle pene.
Non ha importanza quanto possa essere difficile ed ostile
il cammino che bisogna intraprendere,
io la vedo, io voglio arrivare là,
dove mi sta aspettando la vita.
VORREI
Vorrei
che la notte fosse interminabile.
Vorrei che il tempo si arrestasse.
Vorrei che il dolore ed il pianto avessero fine.
Quante cose vorrei e quanti desideri irrealizzabili.
Se solo potessi governare il mondo,
se solo potessi governare la mia mente confusa!
LA CREATURA
Nel silenzio dormiva la creatura
e lei non sapeva se destarla dal suo sonno profondo...
era incerta sul voler o meno scoprire
il colore dei suoi occhi,
se mai fossero stati umani.
La paura e l'indecisione
la divoravano ma non poteva fare altro
che dormire insieme a lei.
SCARLET
Rosso,
in punta di cuore il tuo spirito
non si dimentica e ti sogno nella notte
ma tengo gli occhi aperti...
sogno ribelle, destino inconfutabile ed io ti amo,
io ti bramo oh Scarlet...
sogna ti prego, sogna e desidera ancora...
spazi immensi e lande deserte,
immergiti nel mio io, rifletti la tua luce in me
perchè io ti sento parte della mia essenza,
unica e sola paura.
IL MIO NULLA SEI TU
Interno, notte.
Unica luce, la fiamma debole di una candela.
Debole quanto me.
Perle di sudore sulla fronte.
Il rumore dei beep sullo schermo.
Quel cazzo di cursore che lampeggia...
nei miei occhi. Nel mio cuore.
CUORE DI GOMMA
L'inesorabile
ticchettio si è fermato
non appena ho sfiorato la tua pelle.
Ho dimenticato per un eterno momento
la visione perenne del mio corpo
divorato dai vermi.
Mi sono sciolta come liquido orgasmo
sotto il tuo tocco vellutato
ed ora che non ci sei
ho ancora impresse sul mio corpo
le tue impronte,
indelebile sul mio cuore il tuo cammino lento,
perverso il tuo stupro alla mia anima.
Ma come posso io dimenticare
gli attimi in cui mi hai trapassato?
Hai violato la mia fisicità
per penetrare il mio spirito.
Non posso perdonarti,
ma nemmeno cacciare via da me
il tuo continuo alitare.
MIELE & ODORE
Attimi.
Brevi. Forse qualche minuto.
Orecchie allietate da musica stonata e tu.
Seduta guardi dal finestrino
il mondo che viaggia e tu resti ferma.
Nel capelli il grano, negli occhi l'oblio di un sogno,
nello sguardo misteri.
Non so chi sei, sento solo il tuo odore
mentre salgo, mentre attendo la mia fermata,
mentre cerco di apparire indifferente.
Ma c'è qualcosa in te che non so spiegare.
Sei la mia dolce incognita.
Resterai il mio parametro di perfezione.
Non voglio che scompaia
l'immagine eterea che ho di te.
Scendo.
Non so se ti vedrò.
Ma ti penso.
IL TOCCO
Sei
come una stella, lontana, irraggiungibile.
Quante terribili congetture
per accettare la morte
e quante per accettare di non amarti.
Sei sceso fin nell'anima più pura
e mi hai toccata nella parte
più arrendevole e vulnerabile di me.
Dentro, in fondo.
Sei ormai la mia carne, il mio sangue.
Ma non avrò che il tocco feroce
del tuo sbranarmi...M.
DARK FLOWER
Nel
muro, il fiore nasceva.
I suoi colori si erano persi col tempo.
Galleggiavo sopra di esso,
ne respiravo l'aroma, la freschezza.
Allo stesso tempo tremavo.
Le mie viscere si attorcigliavano con le budella.
Era nel muro. Il fiore della mia salvezza.
Cementato per l'eternità.
Posso guardarlo ma non posso portarlo con me.
E resta lì a contemplare
l'andirivieni dei malinconici passanti.
IL SERPENTE E LA MELA
Il
velluto è la tua pelle.
Calabrone molesto.
Volevi che t'accontentassi e l'ho fatto.
Al tocco sei stupendamente accomodante,
ruvido il tuo cuore, carta vetrata la tua anima.
Vomiti menzogne ma non resisto al tuo contatto.
Rivesti la mia impazienza con drappi vistosi.
Come al Mouline Rouge io danzo
sbattendo le ciglia e ancheggiando tristemente.
Poi piango. Mascara colato e lacrime d'argento.
Sento il tuo ronzio anche mentre dormo.
So di essere il tuo nettare,
indispensabile per te.
Ma riesci sempre a dimostrarti
l'unico tentatore.
CALESSE
Sognavo
di un calesse dorato,
le ruote cingolavano pigramente
e udivo un tintinnare di campanelle.
Io ero là ma non mi vedevo.
Sapevo di esserci.
Come il più drastico dei finali
mi sono buttata dal campanile
della chiesa diroccata.
Sangue e amarezza.
Salato il risveglio,
agrodolce la giornata,
aspro il ricordo
del mio utoipico suicidio.
MIELE & ODORE II
Una
favola.
Ogni mattina io entro nella nostra favola.
Pochi minuti, sguardi fugaci,
la luna dentro agli occhi.
Sento sempre l'odore del miele
mentre immagino di tenerti sulla lingua.
Per la prima volta mi hai inondato di sensazioni
a lungo agognate su quell'autobus di dannazione,
il tutto con un sorriso, una banale richiesta.
Ma quanti tesori mi hai donato in quell'istante
nemmeno puoi immaginarlo.
La terra ha tremato e con lei tutto il mio universo.
L'immagine nitida dei tuoi occhi luminosi
rintocca nel mio cervello.
Non ti vedo da allora
ma continuo insistentemente ad immaginare
le meravigliose favole
che dipingerai sul mio corpo.
L'ANGOSCIA
Non
ha nemmeno bussato,
è entrata con prepotenza.
Ha sfondato la porta di ferro,
ha calpestato il tappeto sbiadito.
Con la stessa ferocia ha scrostato l'intonaco,
strappato le tende, rovesciato l'intestino..
Io sono rimasta a guardarla
come se fosse un fantasma,
i miei occhi spenti, il cuore a martellarmi nella gola.
Avrei
voluto piangere
ma le lacrime come olio bollente
bruciavano sul ciglio del dirupo.
E lei ha completato l'opera.
Se ne è andata senza dare spiegazioni
ed io lì ad attenderla
per poterla veder andar via senza rancore.
DOLCE ARSENICO
L'amore.
Sentimento putrido. Egoista.
Ruba ogni cosa come il migliore dei criminali.
Efferato assassino.
Sono uscita dal globo d'avorio.
Ora la dimensione che si para innanzi a me è infinita.
E' parallela. Io posso vedere l'amore
che si insinua in voi
ma lui non può toccare me.
Rido di voi, stolti!
Credete a lui e lui vi fotte.
Forse non sarò viva,
forse sarò un lamento dei morti.
Ma dalla mia lapide posso sentire
il profumo della verità
mentre voi non avrete altro
che il caldo abbraccio di un'utopia.
MIRROR
Ho
avuto a che fare con lei.
Sono riuscita anche a parlarle.
Giorno perfetto.
Me l'immaginavo diversa,
va sempre a finire così.
Cantavo una melodia, la ballata di Narciso.
Lei mi fissava duramente
e a tratti mormorava frasi sconnesse.
Volevo che il nostro incontro fosse perfetto.
Unione d'anime, rifiuto e diniego.
Se ne è andata ed io disillusa e immobile.
Tristezza perfetta.
Toccavo con mano la realtà,
ne seguivo le morbide curve e gli spigolosi angoli,
sconnesse colonne gotiche
a sostenere la stupidità.
Sapevo bene di non essere perfetta.
Speravo però che lo fosse
l'idea che avevo di me.
SENZA TITOLO
Ho
visto i nostri volti nelle nuvole
che mistiche creavano disegni nel cielo,
ho visto le nostre labbra unirsi
in un'unione che odorava di cannella,
ho sospeso il tempo
perdendomi nei tuoi occhi immersi
nel blu di quello spazio immenso,
illuminati da onde di ruscelli fantasma.
Ho sorriso mentre ti immaginavo,
ho pianto quando ho capito dov'ero.
Lacrime inaspettate, brucianti sull'anima.
Sei il mio planetario ora,
ed io conto le stelle imparando
ad unirle per crearti, per averti.
Come un rebus io ti decifro
perchè ora sei un'utopia
il sogno che mi mancava.
Quanto tempo ancora resterò appesa
alle lancette di questo orologio?
Si muovono così lentamente che mi sto
convincendo che non arriverà mai
l'istante magico in cui toccherò la tua pelle
e sentirò ancora il tuo profumo di cannella.
Cercami nel tuo sonno ed io arriverò
perchè siamo compatibili.
Io sono la tua luna...lasciati illuminare.
INFERMA
Rintocco
di campane ed io mi sveglio.
Il sole alto e demoni nel cervello.
Urla strazianti mi lambiscono come cani affettuosi.
Ed io striscio, inferma, dolorante.
Le lacrime mi acciecano
così furiose ed insistenti.
Cerco di arrivare a te come un lombrico
combatte la strada sotto la pioggia.
Le gambe pesanti ed il cuore
un cumulo di carne straziata.
Perdo sangue nella mia venuta a te.
Vedo solo le tue caviglie,
ancora di salvezza.
Sono stanca e tendo una mano per afferrarti.
Ma il sonno mi prende
alla sprovvista e chiudo gli occhi sulle tue scarpe dure.
Emetto un dolce ronzio, nera con ali scolpite di pietra.
Al rintocco delle campane riapro il sipario sulla realtà.
Il suolo è il mio cuscino e ancora strisciante ti cerco.
Un tacco a spillo si è conficcato
nel dorso della mia mano.
PICCOLA CREATURA
Ti
ho aspettato per dissetarmi,
fonte di vita aliena.
La piega dolce delle tue labbra
io seguo con la lingua ma solo
nei miei ogni più deliranti.
In mezzo alla folla urlo il tuo nome
e cado a terra con una rosa in mano.
Poi si dissolve tra le dita
lasciandomi il liquido rimasuglio
di una speranza vana.
Conto le ore che ci dividono
e il cuore batte nella consapevolezza
che ti rivedrò danzare
sulle mie ciglia dipinte di rosa.
Sei la bevanda ambrata
dei miei pomeriggio assonnati e malinconici,
ti voglio regalare le mie parole
per scriverti, per leggerti
con il sorriso tra i capelli spettinati
e annusarti lenta.
Ti infilo nella tasca dei pensieri
e gravi su di me come pioggia di Marzo.
Aspettami, ti spiegherò o ti seppellirò.
MANI
Mi
hai ferito, hai strappato il mio cuore
con le mani mentre guardavi
le lacrime traballare
e spingere la porta dell'orgoglio.
Hai preso possesso della mia anima
ma non ne sei consapevole.
Quale tesoro hai ora tra le mani,
le stesse mani ora imbrattate del mio sangue.
Non conosco più la realtà,
sono sospesa in questo sogno anemico
e mi trastullo in questo oceano
nero come inchiostro.
Vorrei le tue mani candide e delicate,
vorrei tenerle tra le mie,
baciarle ininterrottamente
e lasciare le mie labbra su di esse
come un marchio a fuoco.
Non restiturimi il cuore,
ti appartiene, tu lasciami solo
le tue mani ad accarezzarmi il viso.
MASCHERA DI CERA
Smarrita
in un luogo conosciuto,
ingabbiata ed ornata
con festose stelline di cartapesta, io sorrido
come una maschera di carnevale.
Sono ora un docile pierrot,
grottesca statua di cera.
Solo tu puoi sciogliermi,
liquefatta ai tuoi piedi per sempre.
E muovo la testa come un orologio a pendolo,
diniego, rifiuto, paura.
Vorrei rifugiarmi tra le tue cosce,
ho freddo ora.
Muoio sui tuoi petali rosa
mentre tu lecchi le mie ferite.
Poi risorgo ma non ti vedo,
I miei occhi mettono a fuoco il fulgore
inaspettato della realtà.
REGNO PERPETUO
Brucia
questo fuoco.
Fiaccola incandescente nel baratro
che sa di zucchero filato.
E' il mio abisso, re onnipotente,
governatore di una città deserta,
sperduto sentiero che conduce
alla follia.
Regina stuprata ti circondi
di piume di struzzo e ciprie in polvere
ma sei scolpita, non sei altro
che un ornamento sul muro.
E la prostituta accende il fuoco,
io sono la vergine che ti assolve,
principessa del nulla.
DEVASTAZIONE
Detestami.
Ma guardami.
Creatura immaccolata,
io resto a guardarti sentendomi
trafiggere dalla tua luce,
penetra le mie solide pareti.
Hai infranto il mio rifugio e
hai sistemato le tue cose. Odiami.
Ma baciami. Divino angelo del cosmo
coperto di pece, io vorrei abbracciarti
entrando in te in una stretta
feroce sul tuo cuore.
Hai spezzato le mie catene
ma non mi aiuti a rialzarmi. Insultami.
Ma accarezzami.
Dolce sogno mai sognato,
solletico i tuoi punti viziosi con la lingua
ma non sorridi. Vorrei perdermi
nelle tue carni e bere
il tuo sangue incontaminato.
Mi rifiuti.
Io fuggo lontano. Ma ogni posto che
raggiungo ha te come regnante.
Stanotte ruberò la tua corona
per cibarmi dei gioielli incastonati,
ognuno di essi è un lembo della tua pelle.
Mi vestirò di te.
GETTATO DI ME
Parole
sullo schermo.
Tendo la mano e chiedo aiuto.
Aiuto di cosa?
E sento soffocante l'angoscia come un boa,
mi stringe le viscere. Scrivo, scrivo e scrivo
e tu mi dici che devo abbandonare
da qualche parte quest'emozioni.
Tu che mi appari ora come una bella fotografia.
Obbedisco.
Il dolore lancinante della paura,
che mi costringe a guardarmi dentro.
Specchio delle mie brame,
chi è la più cacasotto del reame?
Ma tu, Mia Signora.
E vedo letti, e vedo sofferenza
e pareti immobili. Mai più così.
E' forse questo che intendevi dirmi?
Volevi forse gridarmi nel cervello
che è la paura a rendermi viva?
Questo è un tema libero, sissignore!
Ed io scrivo che questo mostro
mai più mi stuprerà. L'ho fatto.
Effetti collaterali: forse ci credo.
Forse credo in me.
SENZA TITOLO
Non
permetterò alla tua paura,
fragilità, fobia di rovinare
il mio forse ultimo idillio.
RINASCITA
Indifferente.
Aria fredda sulla pelle
e tu nuotavi nel tuo solitario guardare.
Ho incrociato te, vagabondo,
nei miei occhi in cerca di stupefacenti panorami.
Ho smarrito la strada
e ho cercato la tua mano per tornare indietro,
timoroso, diffidente, mi hai accolto nelle tue membra.
Sei scolpito ora nel profondo
del mio paese incantato,
l'unico posto dove posso guardarti indisturbata.
Che meravigliosa scoperta il tuo sorriso,
mi stendo volentieri sul tuo corpo
e mi lascio cullare dalla musicalità della tua voce.
Non voglio più svegliarmi.
Picchiami se vuoi.
Stupra il mio sogno ma niente riuscirà
a togliere dalla mia testa
il pensiero feroce del nostro incontro.
CROCE E DELIZIA
Amica
mia che bello.
Leggere di te in ogni cosa.
Nelle rindondanti notti di paranoia tu ci sei.
La tua voce che mi rimbomba nel cervello
e martella ogni mia pulsazione.
Anche la più intima percezione
tu riesci a catturarla...a distanza.
Niente potrà scalfire il dipinto surreale
che ci siamo arrotolate come canna.
EPILOGO
Cuore
in gola. Lacrime traballanti sulle ciglia.
Palpebre che bruciano.
Cervello in fiamme.
Non ci sei più. Un'amica.
Resterò tale per te, ma io non voglio.
Non mi legherai alle tue condizioni.
Addio dunque mio dolce sogno,
i miei ricorrenti incubi mi attendono.
Che tu possa sentire la fitta
dello stesso pugnale nelle tue carni
e che tu possa dimenticarne poi il dolore,
in un attimo, come me.
Sorriso di perle.
BAMBOLA DI PLASTICA
E
guardavo le tue bambole,
tutte sistemate e ben vestite.
M'inorridiva il loro sorriso beffardo,
loro sempre uguali.
Una volta andata via
desideravo un'unica cosa: dimenticare.
Occhi vitrei, palpebre meccaniche,
voci inesistenti, come te.
Poi sono tornata e ho trovato il vuoto.
Le tue bambole non dormivano più
sul piano polveroso del tuo corpo.
Il tuo sorriso si era magicamente svelato
dalla falsità ed io potevo ammirarlo.
Resterei ore a sentirti vaneggiare,
tu trasparente come un ruscello
ma vortice di sensazioni devastanti.
Sei mutata dentro di me
ed io per ora ti tengo così.
Omicidio di istanti, perdita del tempo,
soffio d'aria calda sulla pelle.
Tu sei questo... e altro.
SUSANNA
Goccia
di pioggia sul mio viso.
Come lacrima incandescente.
Cadi lenta su di me, ti accarezzo con le dita, soffice.
Amica di una vita non vissuta,
unico lancinante grido nella gola.
Ti libero, sciolgo le tue catene.
Abbracciami ora. Nell'anima,
sulla lenta pioggia del mio cuore,
calpesti erba bagnata e corri, senza sosta.
Cadi, nel sangue delle tue ferite tu mi sorridi.
Non v'è dolore se siamo insieme.
Ci pugnalano, lame fredde nella carne,
capelli arruffati, lacrime fantasma
. Non ci sono, siamo insieme.
Bruciamo nelle fiamme,
siamo amore liquido se ci innaffiano.
Siamo fiori senza stelo.
Siamo amiche. Siamo insieme.
ANORESSIA D'AMORE
Non
amo. Ho fame ma vomito dolore.
Delusione cocente, brucia la pelle.
Volo e mi libro ma cado dal letto,
come dopo un sogno movimentato.
Rido e poi piango. Ininterrottamente.
Cosa mi resta nel fondo dello stomaco
se tutto esce da me come un maledetto incantesimo?
Credo al destino ma spesso lo vedo lì,
faccia a faccia col mio avvocato.
E decidono per me, la soluzione migliore.
Sola. Tu e la dannata esperienza di vita.
Ragazza, muori. L'amore lo rifiuti, l'amore ti disdegna.
Ci ripensi? Non puoi.
Smetti di nutrirti, perisci.
VIOLINI STONATI
Accordo
disperata le sue corde ma si spezza l'anima,
in mille pezzi il vetro di una finestra sul mondo.
Lacrime dal cielo, lacrime dal cuore.
Palpita impazzito, pompa sangue marcio.
Lo posso vedere nelle venature sul tuo collo.
Passa come tubo trasparente
la mia saliva dentro di te ed io odo, ininterrottamente,
quella musica diabolica.
Intenso il tuo respiro sull'incavo della mia spalla,
morbido il tocco sulle mie palpebre dei tuoi baci asciutti.
Arida. Nessun suono può ora coprire
lo stridìo insistente delle tue urla.
Violino da distruggere, corpo da rinascere.
Ti ridò la vita, accordo il tuo pensiero per me.
SMARRITA
Ho
perso la ragione nel momento
in cui sono caduta nei tuoi occhi,
ho trovato oscurità sulla mia strada...
e ho chiuso gli occhi. Inutili.
Ho seguito la scia del tuo passaggio
sul prato dell'inconscienza. E' tutto sbagliato.
Anche la mia fuga dalla realtà.
Questa mia paura è forse razionale?
Io, esisto? Non lo so.
So solo che non volevo e non voglio smettere
di nuotare nel verde dei tuoi occhi.
E' sbagliato ma voglio sbagliare, con te.
PIANOFORTE
E'
come avere una rosa in bocca.
Spine, atrocità.
Suono da ore, ininterrotamente,
questa melodia confusa.
Nella mia mente il mare è piatto, immobile.
Pesto con forza questi tasti di marmellata,
o sangue?
Penso. Piango. Urliamo insieme
il nostro nome, ricordiamocelo.
Ci siamo dimenticati il senso
dell'inafferrabile piacere.
Ammettilo!
Il canto che mi esce dalla gola
è un lamento lacerante.
So solo piangere perchè il nulla
ha indossato un abito che non gli appartiene.
Il mio.
VERGINI PUTTANE
Tenete
la bocca chiusa, non fate pompini.
Avete un'aria sempre assorta in pensieri
che non esistono. Vuote, inutili donne.
Ed io vomito. Guardo il vostro altare,
tempestato di pietre finte.
Vetri intrisi di maldicenza.
Vi odio Vergini Puttane!
Sapete accarezzare la pelle
senza lasciare il segno
del vostro passaggio lurido e fasullo.
Bruciate la vostra anima, in silenzio,
tra le piume del vostro cuscino.
Leggere, soavi, le vostre voci di sirene.
Vergini che mai abbatterete
il muro dell'incoerenza. Vorreste.
Desiderate i desideri degli altri.
Vi ucciderò Vergini Puttane!
Ma anche la Morte non riuscirà mai
a violare le vostre sbiadite e rigide vesti.
FARFALLA CANNIBALE
Ho
baciato il tuo mutare su labbra inesistenti,
ho succhiato avidamente il tuo respiro. Annullata.
Ho guardato le tue ali spezzate e ho goduto
di questa tua malferma andatura.
Ho graffiato la mia stessa pelle
cercando il sole nei tuoi occhi.
Ho chiuso il mio libro.
Delicato ti sei posato su di me
e hai divorato le mie mani
mentre io piangevo, singhiozzando
una lingua che tu non conosci.
Hai piegato la testa e ho visto orbite impazzite,
il nero dentro il nero. Sguardo perso.
Ti sei nutrito con le mie viscere
ma non hai saputo assaporare la mia anima.
Insetto, hai grandi fauci
ma disperato di defili e lento,
nel trascorrere del tempo,
ti trasformi in uomo.
ANESTETICA PRIGIONIA
Vene
tagliate, sangue.
La pelle distrutta e l'orrore del pasto nudo.
Dalle mie labbra falene prendeno il volo
in questo cielo senza aria. Non respiro.
Aspetto il momento in cui avrò freddo.
Mi abbraccio e cerco di amarmi,
in questo gelido susseguirsi di immagini.
Visioni. Un viaggio senza fine nel mio cervello.
Non ho ricordi. Svanito il pensiero.
Bussa alla mia porta, dolce, anoressica realtà.
Fatti viva.
Sputerò su di te il mio veleno.
Brucerò i tuoi capelli, ninfa baldracca.
Ho paura di restare ma muoio se penso di uscire.
Mi fa dormire, mi rassicura questo torpore.
Anestetico silenzio, mi perdo.
STATO DI CONFUSIONE
Nel
momento in cui ho deciso,
ho strappato il cuore con le mani
per mangiarlo e addormentarmi
col martellare nel cervello,
tu mi hai stretto le mani
per dirmi due parole che rimbombano nell'aria.
Questo cannibale pulsare mi fa piangere, dentro.
Vorrei avere ali per volare lontano
e dimenticare la tua voce,
sibilo e rantolo del dolore in me.
Mi fa male respirare, mi duole pensare.
Non capisco, non voglio comprendere.
Il mondo, sfracello le particelle del mio essere.
Le divoro, come l'anima tua
che ancora mi chiede d'uscire.
Libera.
PURGATORIO
Sudo,
madida di sangue animale.
Sono io la bestia peggiore.
Grido il tuo nome.
Fuggita da qualcosa che non puoi capire,
troppo assurdo, tutto.
Sconti la pena della tua inesattezza.
Lacrimi. Ogni tuo buco
è una via d'uscita per le sensazioni
che devastano anche me, ora.
Paga e torna.
SODOMIZZANDO IL MONDO
Fotto
l'universo, ripetuti colpi di cazzo.
Un cazzo che non posseggo, sono donna.
Guardo il mio corpo allo specchio,
un riflesso che mi terrorizza.
Vorrei gridare, vorrei scappare.
Ma perfida e senza pietà io sevizio
questo cosmo che mi trattiene,
che mi soffoca.
Perchè non ho capito mai?
Piegato ora, mondo infame.
Soffri e taci. Come me. Con me.
DOMINIO
Avrei
voluto essere più forte,
per spazzare via da me questi sudici vermi
che lenti si nutrono.
Potevo e non ho voluto piangere
quel vomito che mi macchia l'anima, ora,
nel buio della mia stanza.
Quante occasioni ho perduto
in labirinti vuoti ed infiniti ove cercavo
di correre e cadevo, ripetutamente.
Sulle orbite tumefatte dei tuoi occhi
ho cercato invano la speranza,
ho trovato solo le nuvole.
Bianche e soffici come una favola per bambini,
stuprati nello spirito, questi neonati senza voce.
Sono io ora a voler gridare.
ARIA
Voglio
chiamarti così per non uccidere il sogno.
Chi sei? Un nome e niente più.
Nel tagliente groviglio di fili
che si protraggono senza fine io ti incontrai.
Hai lucciole nei capelli,
hai silenzi sulle labbra,
hai volgari luci sugli occhi, sei così sporca.
Vorrei pulire le te feci con mani senza guanti.
Vorrei sentire il putrido tuo sudore con le narici offerte.
Sei un sogno che si rivela, sei un'entità a me proibita.
E nell'amaro rimasuglio di un orgasmo io ti dimentico.
Fino al giorno dopo.
STELLE FILANTI
Guardava
attraverso il vetro, una nuvola di capelli biondi.
Era una bambina.
Piangeva in silenzio, sui tasti di un pianoforte muto.
Nastro adesivo sul cuore.
Non poteva liberare.
Voleva spaccare il vetro
e salvare il fato dal suo stesso disegno.
Non ne fu capace.
E per questo venne punita.
Visse.
REGINA
La
corona di spine ti dona,
sanguinano lacrime dal tuo capo
ed io vorrei raccoglierle con le mani.
I tuoi occhi grandi mi osservano e mi fotografano.
Sento il caldo laser della tua radiografia su di me,
e mi fa paura la tua regale imponenza.
Vorrei sostare su quelle labbra umide
e dormire con te le ore più fredde della notte.
Vorrei sentire che quei diamanti
sulla tua pelle sono anche i miei.
Sei vestita di bianco ma hai anima di pece,
non ti comprendo, aiutami a farlo.
CROCE DELIZIA
Appeso
è quell'uomo gracile, anima fragile,
pelle che si stacca, gemiti e respiri.
Vedo te inchiodata al palo della vergogna.
Sollevarti la veste è un attimo.
Osservo il colore del tuo sesso che sanguina.
Bevo da te il veleno che espelli per paura,
terrore sacrosanto dell'inquisizione.
Non brucerai eretica mia delizia,
bagnerò con lo sperma cattivo
di chi ti ha fatto soffrire quelle fiamme senza senso.
Leccherò le tue ferite.
BENDATA
Non
hai visto che luci, abbaglianti e perigliose.
Non ti sei accorta del sangue versato
e le urla sommesse nella notte.
Fiamme e boati hanno scosso il mondo.
La guerra ha affondato le sue mani
nelle carni dell'umanità, e non smette.
Io, stella nel cielo, non posso che illuminare
la finestra della stanza nera.
Aspettare che tu guardi fuori dal vetro.
O che semplicemente qualcuno ti tolga le bende.
IMPROVVISAMENTE
Era
il silenzio della stanza vuota ad attirare le mie grida.
Dolci urla d'amore per te, sconosciuto bambino.
Mi hai cercata insultandomi e mi hai trovata leccandomi.
Sento la lingua sul mio ventre,
sulla ferita aperta di un cesareo senza fine.
Sei nato dentro di me e moriremo insieme.
Sei arrivato inaspettato e come un aborto ti ho eliminato.
Per poi cercarti e riabbracciarti.
IL POETA SOLITARIO
Senza
nome, senza identità.
Una ragazzetta da scopare, di tanto in tanto.
Quel metallo scintillante e la cromatura perfetta.
Un culo perfetto.
Versi in rima e tabacco. Lingue e banconote.
Sere senza fine e mai il sole a rischiarare.
Hai pianto tu, poeta solitario.
Hai cercato una ragione
per non gettare al vento la tua vita,
quella vita senza senso che ti sei creato.
Ogni colpo in quel culo era un nuovo verso.
Una nuova composizione.
Perchè di lei non ti restava niente.
Un sapore amaro sul palato,
niente uova di cioccolato o lecca lecca.
Oh poeta solitario tu che vuoi?
Non v'è amicizia nei tuoi ideali, né amore.
Vorresti cacciarla via da te
ma la piccola punk ti rasserena.
Toglie le tue nubi dal capo.
Pensi che potresti dipingere su tela quel corpo.
Poi è solo inchiostro nero quel che sai versare.
Così come il pianto, pece.
Così come le lacrime, china.
SUBURBANA
Eri
tu Signora della Guerra
a spiarmi dal buco della serratura.
O forse eri solo un sogno.
Uno di quei sogni dove urli voce spezzata.
E' così dolce il tuo canto eppure mi fa paura.
Tremo, sussulto come al richiamo di un cane affamato,
che vuole mordermi, vuole dilaniarmi.
Sei sottoterra, lapidata, Signora della Guerra.
Così underground quel tuo sorriso mai visto.
Non so chi sei ma voglio venire lì con te.
Sottoterra.
TRIP
Canterò
Finchè ho voce che scorre in fibra ottica.
Griderò.
Lamenti bui e innarrestabili.
Rincorrerò il vento vestita di PvC
e lacrimosa di paura.
Cercherò il tuo odore
e toccherò la ceramica del tuo viso.
Come cocaina io mi stravolgerò di te.
Sei feroce come un'iniezione di eroina,
dentro quegli occhi puri dorme il Diavolo.
Mi farò tentare dal serpente.
Vorrò superare i limiti per drogarmi e scopare.
Un'inesistente città lontana
è la cornice del mio sogno.
Fottimi. Lambiscimi. Stuprami.
Fammi diventare donna. Uccidimi.
E poi abbracciami.
BEFFARDO L'AMORE
Ho
guardato l'amore con aria di sufficienza.
Sdegnato mi ha sputato in faccia.
Ho pianto sotto un albero guardando
il cielo sereno dell'estate.
Ho sognato distese d'erba
da fumare e calpestare.
Ho leccato avida le mie dita umide di sperma.
Ho bucato la mia carne con affilati fili di speranza.
L'amore, per tutto questo tempo, mi ha osservata
con aria di sufficienza ed io, alla fine,
gli ho sputato in faccia.
Lui ha sorriso, compiaciuto.
VIRGINIA
Era
un'infezione, la decisione.
Ferrea e risoluta se n'è andata.
Alla ricerca di un'anima in vendita.
Lei era solo corpo, sangue e denti bianchi.
Scheletro di pelle raffinata.
Si è tuffata nell'alcol non per
bruciare ma per annegare.
Non pensa più, non sente più.
Annusa il profumo della sua stanza e cerca spettri.
Si è smarrita. Ma non piange.
Tocca con curiosità la carta da parati
e scoppia palloncini.
L'aria che ne esce è il suo alito di vento.
STANZE VUOTE
Sei
tu che mi fai sentire libera
da quelle cinghie che stringono
e mi fai odorare lacrime
di un albero che ci da ombra e quiete
sono la tua bambina delle caramelle
sono nelle stanze vuote
rasente ai muri, carta da parati ruvida
come le tue mani sul mio collo
succhia aria dalla mia gola
mancanza di respiro, sei tu che mi soffochi
e voglio morire così
per rivivere una seconda volta
in una stanza con finestra.
ANCORA TU
Agonia.
Paura. Rispetto.
Per me, incredibile farabutto!
Torni e non sai che mi palpita il cuore
ancora e forse per sempre
perchè sei un giocoliere astuto ed io
malata di sperma e lecca lecca.
Vorrei buttarmi nelle tue braccia
così come vorrei sputare liquida rabbia
e non esiste più un tempo per noi
ma lo creiamo ogni volta
ripetutamente
senza sosta. Inesorabile. Tempo.
Tutto per noi.
ASSOLUZIONE
Non
te ne frega un cazzo, lo so.
Ma non piangere per me, domani.
THOMAS
Irreale.
Sogno tangibile.
Caos, primordiale forse no, ma disordine.
Dell'equilibrio. Precario?
Sei l'amore che non conosco.
Sei lo spettro del mio destino.
Succhia avidamente il sangue dal cuore.
Te lo impongo.
Diretta la fonte che ti disseta, radice e fulcro delle
nostre sofferenze. Nostre. Solo nostre.
Dinessunaltro.
Non hanno più senso, le parole.
Non esiste più realtà. Sei il sogno.
Il sogno più incantevole, maledetto e arcano.
Sei il mio volo disperato. Ali. Ferite. Ricucite.
Cicatrice. Tu sei il filo spinato.
Ricoprimi di buchi, tempestami di pallottole.
Tu solo puoi darmi la morte.
Tu solamente puoi privarmi del respiro.
Perchè tu soltanto sei il mio sogno realizzato.
FUCK YOU, MAN
Per
me potresti marcire, uomo!
Ei vermi potrebbero nutrirsi di te... parassita.
Perchè non vorrei vederti respirare, non più.
La tua perdita non è sentita, non brucia sulla pelle.
Sei il niente. Come tale resterai dentro di me.
Fottiti.
Annulla ogni speranza, non tornare, mai.
Sei un bambino nel parco giochi, solo.
Quell'altalena ti culla.
Ma la catena si spezza.
E cadi. E io rido.
I MIEI OCCHI
Un
ragazzo sconosciuto
mi ha raccontato di occhi azzurri.
Ha chiesto sottovoce: parla di te.
E' affondato nell'iridi incolori,
espressione priva d'umanità
barlume d'innocenza
ha nuotato ore ed ore nel limpido cristallo
cercando di non annegare.
Sono loro gli eroi del mio mondo sconosciuto.
Sono gli occhi di una Dea fallita e straziata.
I miei occhi sono tuoi, gioielli peccaminosi.
Prendili, succhiali e poi divorali.
Perchè se io ti guardo, tu senti.
La mano lenta sul tuo membro,
lo sperma caldo tra le dita.
Se io... ti guardo.
EMANUEL
Brucia,
questo sole. Siamo stati imprigionati.
Senza preavviso, nel sole. La pelle si dissove.
L'anima si contorce. Siamo legati da corde
che feroci straziano le nostre carni.
Osiamo. Furiosi. Stupratori del tempo.
Sei piccolo. Tanto piccolo.
Io. Con. Te.
Combatto questa lotta contro la paura.
Smetto di respirare per darti vita.
Tu che tremando corri, lontano, mille miglia.
Avida la mia fame. Ma con te non riesco,
non voglio oltreggiare la tua pura essenza.
Pericolosa. Io. Con. Te.
Posso farcela, a cambiare.
PICCOLA SQUILLO
Puttana!
Ti ho spiato mentre famelica hai divorato
il tuo solito fallo di gomma.
Esercizi per diventare donna.
Sei un marchio del destino.
Sei un crudele scherzo del fato.
Capelli come miele, leccherei.
Quella pelle che sa di caramello.
Sei bella, bambina.
Ma tremi, sospendo per te
tutte le paure... ma hai le mani ghiacciate.
Chimera. Luce. Bagliore improvviso.
Un ventre distrutto da innumerevoli
oltraggi, spruzzi di lussuria.
Sei macchiata d'odio, amore.
Piccola stella, viaggi veloce,
non ti fermi mai e nel tuo sorriso
scorgo solo ora il dolore
di un'esistenza che vorresti fottere.
Piegata come te,
seviziata e gettata via.
Come te.
Piccola troia. Respira, ora.
MEFISTOFELE, IL DIAVOLO
Se
ti bacio bruci.
E nella cenere scavo.
Cerco lacrimando.
Trovo un angelo.
Ali ferite.
Pianto di pece.
Sei tu.
Stupratore d'emozioni.
Prendo tra le mani il tuo viso.
E piangi, ancora.
In mezzo al fuoco.
AMBIGUO
Sei
tu, il fiore nel muro.
Sei eccezionalmente ambiguità e trasgressione.
Vorrei spalmarmi del vomito
di un'esistenza che brucia
che si contorce e si rivolta
fino a morire in rantoli e disgustosi lamenti.
Sei tu, il marcio del mio cuore stranito,
con invadente libido io mi assolvo
perchè sei sfuggente e mi fai male
quando sussurri, quando vezzeggi.
Sai essere crudele perchè sai darmi speranze
quelle di riuscire ad essere una donna diversa
innamorata dell'incanto di una notte.
Sei tu, quella magia.
GELIDO RISVEGLIO
E'
un rumore assordante quello che mi desta.
In questa mattina d'estate che gelida m'attraversa
colpendo poi il fondo, ripetutamente.
Sotto le lenzuola il vento sibila e s'addentra in
caverne pericolose, inesplorate, umide.
I miei occhi gonfi del pianto di una bambina,
i capelli arruffati e il silenzio improvviso
che mi spaventa, mi riporta da te, alla realtà.
O al sogno?
Lotto contro la paura perchè voglio e devo
raggiungerti, lì dove ti nascondi. Sotto ferite profonde
di un'epidermide sconosciuta, lapidato.
Sei stato murato vivo ma io ti vedo. Osservo la tua
paura così come sento la mia. Terrore. Senza limiti.
Sei lontano ma resti ogni mattina nella mia stanza
a spiare il mio tormentato risveglio.
Il mio lancinante bisogno d'averti accanto.
NELLE OSSA
Nelle
ossa è radicato il dolore.
Nel pianto si scioglie la neve
ed io osservo quel vetro freddo
e tu vorresti sfondarlo.
Sevizia la nubi sul tuo capo
slega le corde dai tuoi piedi.
Lasciati divorare dalla paura
così che io possa fuggire.
ESSERE
E'
terribile
il delirio.
E' sconvolgente
la fame.
E' passionale
il ritorno.
E' infinito
lo spazio.
E' impossibile
il dominio.
LIBERANDO
Era
libera la mia mente,
era libero il mio sogno...
Un nome era la carezza
dolcenera mi ricorda un sogno...
lo stesso che ho nella mente.
Libero.
LACERANTE
Lacerante
il pensiero
che rende le mie giornare tutte uguali.
E' musica che si ripete,
il ricordo.
Strazio delle carni,
fatica a camminare e fiato corto.
Ho viaggiato sulle lacrime,
ho perduto la ragione,
terribilmente.
Perle di sudore sulla pelle,
grida e lamenti
nella mia mente ottenebrata.
Ho visto e cercato la morte...
... lei mi ha preso a schiaffi.
SPILLI
Nelle
labbra coraggiose
pungono lievemente carni fresche
sulle labbra mie bagnate
scivolano quasi ardenti
sono bastardi e sfuggenti
scappano nella gola e mi uccidono
queste labbra mia prepotenti
non sanno succhiare come una volta
se non membri mosci e tristi
non hanno la forza di premere
spilli dispettosi
perchè essi renderanno presto
le mie labbra
pezzi di niente applicati
su di un viso ignobile.
SENZA NOME
Non
voglio darti un nome
appellarti al mio registro insano
ma voglio osservarti nella mente.
Viaggi veloce come un trip svenduto a poco
corri intrepido nelle paludi del mio non essere
baci delicatamente
la ruvida lingua dell'indecisione
ed io ti sto a guardare.
Non sei tanto celere da scappare
ai miei occhi cristallini
posso nuotare nella merda ore
senza sentire nessun odore
se non quello che mi riconduce a te.
Ti amo e non lo sai
o se lo sai fingi di non conoscere l'amore.
Lo temi forse quanto me,
lo rincorri forse quanto me,
ma tutte le volte la mano ti scivola
e lungo i fianchi riposa, per altro tempo
ancora.
FURTO D'ANIMA
Vendermi,
vorrei.
Tra le tue braccia morire di emozioni.
Farmi di te e del resto fuori di te.
Sono stordita mentre ti bacio.
Lingua stanca sulle tue labbra.
Disegno misteri. Tu gemi.
Vorresti viaggiare con me. Hai paura.
Voglio vederti.
Questo è un sogno. Apro le palpebre.
Con. Le. Pinze.
Ti prego... prendimi l'anima.
Nella luce.
GENOVA
Improvvisazione.
Grande attore.
Con l'odore del mare ci allontaniamo.
Serata goliardica. Luci e canzoni.
Con l'odore del mare ci separiamo.
Mani che si toccano, corpi che fremono,
cazzi che eiaculano e il nulla ad attenderci.
Con l'odore del mare ci dimentichiamo.
L'alba nasce feroce e inonda la pelle levigata
di vagine depilate come un quadro da ammirare.
Gioco per bambini capricciosi.
Con l'odore del mare ci rincontriamo.
Vomito sulle strade come molliche
di pane ad indicare la via.
Della. Perdizione.
Con l'odore del mare non ci riconosciamo.
STUPRO DI LACRIME
Ho
pianto forte, gridavo.
Ti sei eccitato. Il dominio su di me.
La fragilità: di questo mi hai parlato.
Bicchiere di cristallo tu hai desiderato.
Rompere.
Lacrime salate sulle mie guance.
Occhi avidi di figa a guardarmi.
Più io urlavo, più scalpitavi.
Assassino del dolore. Tu vuoi dimenticare.
Che ho bisogno di te.
Grossa responsabilità. Non vuoi.
Dormire... a lungo.
Scacciare i pensieri fumando un cannone.
Il suono debole di un telefono.
Ti ha destato.
Senti il sapore delle mie lacrime sulle labbra,
così come quello dei miei umori.
Avresti voluto violentarmi.
Ma, forse, per un attimo, mi hai amata.
ILLUSIONE
Che
cosa accade nel mio mondo di certezze?
Io che amo, senza limiti.
Ma poi piango.
Finita, abbattuta, appassita.
Quella rosa senza spine.
Una facciata luminosa e dentro... il vuoto.
Cosa succede dentro di me?
Sto mollando, si sta sgretolando.
Intonaco che cade. La resto a guardare.
Senza dire una parola.
Che potrei dire ora?
Così silente rifletto, sugli errori.
Quegli sbagli che mi scuotono.
E' amore, lo so.
Svanirà, come sempre.
Perchè è tutta un'illusione.
IL TUO PASSAGGIO
E'
silenzio che muta
è tempo che corre
è vento che sfiora
questo tuo passaggio su di me.
Non resta che cenere
di una sigaretta
non fumata
ma lasciata morire
lentamente
senza nessuna pietà.
TOC TOC
Sei
il passato che bussa alla porta.
Ti ripresenti di lusso vestito
ma hai occhi tristi stasera
di un qualcosa che non temi
ma accetti, sconsolato.
Vorrei poterti scaldare
di un calore unico
che solo in sogno hai sentito
mentre un'erezione ti da il buongiorno
e tutto il resto è incolore.
GHIACCIO
E'
fredda questa stanca
dove riposo
dove singhiozzo
ma è qui che voglio restare
unica compagna
la mia ombra
il mio respiro che
accompagna il pensiero
impazzire
unica cura per guarire
dai tormenti
perchè là fuori
io non ci voglio più andare.
NON SO PIU'
Non
so più scrivere
una poesia
che non sappia
di cruda realtà.
Non so più nuotare
nelle anime
della gente
la paura mi devasta
ed io, piegata,
aspetto solo di
scorgere qualcosa
che non sia parvenza di felicità.
LA VOCE
Ho
una voce che mi spezza dentro
spacca il silenzio ed urla prepotente
che è tardi per fuggire
esistenza parallela
sogni infranti e promesse volanti
ho preso per il culo me stessa
credendo ancora nei sentimenti
artefatti
scompensi, cervello in fumo
taglio netto ai compromessi
anche sola se non disperata
questa voce non ha pace
si lamenta e si contorce
cerca una verità
che io forse non conosco
lascio che gridi incessante
e guardo la gente
con occhi diversi, forse spietati
finchè il silenzio non tornerà
finchè questa voce avrà vita
io smetterò di sognare.
OMBRE
Non
conosco la ragione
vorrei consumarmi in lacrime
acqua santa
annullare ogni emozione
diventare liquida essenza
penetrare nella sua pelle
ricordo il sorriso
difficile rimuovere una luca
sull'ombra
continuo a pensare
a come sarebbe stato
il viaggio attraverso lui
così lontano
in catene ancora nuove
cosa darei per vederle spezzate
dammi solo un attimo
di quel sorriso
non chiedo altro
mi perdo.
VISIONI & ILLUSIONI
Casualmente
sedersi ad un tavolo e non sapere
che fili d'argento intorno alla gola
ti avrebbero mozzato il respiro.
Non immaginare che avresti volato
senz'ali ingombranti
ma con spirito disilluso.
Occhi negli occhi
eppure non sai
nemmeno il suo nome.
L'EQUILIBRISTA
Camminare
sul filo
come un equilibrista.
Correre sulla linea nera
dei suo contorni.
Sfiorare con tocco gelido
le sue paura.
Giocoliere dei sentimenti
azzardo una mossa falsa
attendo il suo benestare
e senza fiato
muoio su di un bacio
mai consumato.
CORPO MORTO
Segreti
di carne
che palpita
cuori ormai fermi
che disperati
vogliono fuggire
da un corpo morto
scosse d'adrenalina
sulla pelle
ma è questo sapore
sulla lingua
che mi lascia sperare.
PIUMA
Divisa
da sempre in un corpo
che non vive
recepisce emozioni
le fa sue, le tramuta
in orgasmi violenti
di una romantica utopia
inconcludente
ormai schiava della crudeltà
cuori spezzati
conservati in gabbie
di prezioso cristallo.
TRAFITTA
Quanto
sangue ho visto
nelle tue vene trasparenti
e quante ferite inflitte
con acido bastardo
sulla tua pelle d'avorio.
La carnefice sono io.
E tu, mia splendida amica,
ingoi le lacrime a fatica
ma i tuoi occhi mi parlano
anche ora che i miei sbagli
ti schiacciano con il peso
di un macigno sul cuore.
Io traditrice, io imperdonabile.
E tu, mio dolce angelo.
mi guardi come nessuno
ha mai fatto
e mi assolvi con clemenza
leccandoti gli sfregi delle mie colpe.
La mia vita ha ora un senso,
senza te era la vera condanna.
SOSPENSIONE PERENNE
Mi
trovo così
sospesa nel tempo
un'unica, solida, corda
le gambe nel vuoto
e sotto di me, il buio.
Mi guardo così
tremante in un involucro
sbiadita dagli anni che passano
tutti uguali
tutti malati:
In questa insana sofferenza
vi è una luce abbagliante
e la sento così
imprigionata come me
nel suo riflettore artificiale
pronta ad investirmi
con le sue onde magnetiche.
Sei tu, Ela
che ieri mi hai fatto pensare.
Rinasco così
una seconda volta.
![]()
Un
velo
sul viso, mio, nascosto
la mia è paura
pura immacolata ed è
putrido il mio coraggio
ignobile sono forse no
non guardarmi
non ti sento
se tu punti il dito
contro di me
io potrei sognare
o urlare, indifferente
sei un abbaglio
placido spiraglio
questa è rima baciata
avidamente
la giuria ci sta guardando
tu non parli
questo è il mio silenzio
questo è il mio momento
tagliamo i pezzi
di un film già visto
cortometraggio
io voglio sparire
chiamami
non farmi più aspettare
Un
buco. Oh. Un cazzo di buco.
Sprofondare, irregolare caduta.
Lirico il volo, mio.
E' una X sul calendario.
La metamorfosi del bruco.
Accesi i fuochi fatui.
Io salgo sul trono.
E' solo un buco. Toccalo.
Accarezzalo e stordiscimi.
Di sperma. Di follia.
Pura. Nostra. Mente.
Irrimediabilmente.
Rima succhiata, no rima baciata.
Fottiti. O fotti tu per primo.
Oh. Sventurato nemico.
E' sempre umido. Il buco.
Caverna inesplorata.
Non guardarmi, ciechi i tuoi occhi.
Non voglio morire.
Lasciami andare. Stringi.
Catene. Manette. Gatto a 9 code.
Non essere stupido. Bucami.
Sono
stata una bambina cattiva.
La mia lingua ha cercato il sapore
amaro dello sperma
e ho lasciato che lo scettro del potere
morisse tra le mie labbra.
Ma questo dolce congiungersi non è lecito!
Non è da brave bambine.
Lui non mi appartiene,
lui non è il mio schiavo, lui è un angelo.
Io che domino da sempre
con gli occhi miei belli e fulgidi,
ora mi sento impotente.
Lui mi guardava con aria straziata
chiedendomi (umilmente) di non smettere...
Ma era reale il piacere che gli stavo dando?
Oppure brancolava nel buio totale
dell'alcol ingerito.
Viaggiava. Oh si che viaggiava.
In un mondo di fate e arcobaleni.
Sentivo l'estasi nella sua voce,
tremava dal desiderio.
Ed io sono stata accomodante.
Dolce e silenziosa ho assecondato
le sue voglie fino all'esplosione.
Ho bevuto il suo estremo lamento,
poi... il silenzio.
Mano nella mano, dolci carezze,
sbuffi di fumo da labbra consumate.
Poi parole povere, promesse impossibili
e un bacio a concludere l'incontro.
Clandestini!
Non l'ho nemmeno salutato con sentimento,
fredda e scostante come una
crudele nemica.
Sono
al telefono.
Mi hanno messa in attesa.
Dolce attesa.
Musica classica.
Beethoven!
Penso.
Arancia Meccanica.
Quel gran fico di Alex!
Me lo farei.
Lo ucciderei.
Quanto è stronzo!
No, non Alex!
Non parlo, non sento, non vedo.
Però so bere.
Tanto.
A lungo.
Una X sulle mie labbra.
Voglio svoltare.
Non concedetemi la grazia.
Lasciatemi lottare.
Ho
scritto il racconto, quello nuovo.
E' diverso. Vaffanculo. Intercalare.
Io sono molto originale.
Oggi mi gira di suonare il violino.
Scordato. Ma non dimenticato.
Sono nervosa. Anzi, sono incazzata.
Vorrei un bouquet di girasoli.
Perchè sono originaliò
Solari? No! Sposami!
Senza l'abito bianco.
Profumerò di vaniglia.
Il mio racconto, lo dice, lo narra.
Siamo i protagonisti
di una vicenda che deve nascere.
Coppia assassina. Succederà.
Corriamo, non ci prenderanno.
Suono la canzone delle lesbiche.
A te, forse, non piace.
Ma è quella che mi è venuta in mente.
Si, perchè io ho una mente.
Geniale.
Pensavo
di aver commesso un errore.
Sei un fiore appassito.
Tu nasci dalla fredda terra
già morto.
Io lo so. E tu lo sai?
Poi ho scoperto tutto. Io so.
Si, si, io so. Pezzo di merda!
E' stato soddisfacente raccontare
del pompino, vero?
Voglio del succo d'arancia
per rinfrescarmi la gola
o pulire la lingua.
Come preferisci interpretarlo?
Sei bravo tu. Oh si, un genio!
Hai confuso le mie lacrime
con una sottomarca di disinfettante.
Ma sei ancora impuro!
Hai voluto giocare con me.
Hai sostenuto di essere pulito.
Fossi in te sputerei tutto.
Troppa merda, macerie da distruggere.
Butto benzina. Ti do una mano.
Ho già pronto il mio cerino.
Ho
conosciuto mia madre.
Sembrava la madonna.
Aveva gli occhi belli.
Ma erano morti. Come lei.
Ho conosciuto mia madre
ed era sdraiata. Non respirava.
Le ho messo uno specchio sul viso.
E' un pò vanitosa. Sorrideva.
Ma la sua pelle era fredda.
Volevo accarezzare le grandi mani.
Quanti schiaffi!
Ho guardato il suo immobile
dormire per troppe ore.
Mi sento stordita.
Incredibilmente irreale.
Ma non è stato un sogno.
Ho conosciuto mia madre e,
come la peggiore delle necrofile,
l'ho amata tutto il tempo.
Non
stento a credere di averlo fatto.
Ho bevuto un sacco quindi perdonami
se strascico un pò.
Ti ho davvero detto ADDIO?
Perdonami se me la rido un attimino.
Ma cazzo! Io ti amo!
Si, lo so... sono imperfetta,
raramente vedo la luce,
in me e intorno a me l'oscurità.
Lo voglio io, lo so.
Non compatirmi se ti chiedo scusa,
per aver sbagliato a fare i conti.
E per cosa senò? Lo so, sono stupida.
Ed ora tu mi guardi
con quegli occhi tanto freddi.
Mi dispiace.
Dai, non farmi soffrire...
Dovrei sdraiarmi come un tappetino
e farmi calpestare.
Ma mi gira la testa,
potrei vomitare.
Non mi piace quel sapore
di facile azzardare sul palato, tu lo sa.
Lo sai bene.
Vorrei baciarti, ora. No!
Non stavo bene, non ero in me.
Tu credi davvero che volevo lasciarti?
Dai... non farti pregare.
Lo sai che mi sento agitata?
Ogni volta va così. Esagerazione.
Non mi pongo più limiti
e faccio male. Scusa,
chiudo un attimo gli occhi,
ho le palpebre pesanti.
Seguo il pendolo, voglio ipnotizzarmi
per tornare indietro
e cucirmi le labbra.
Io ti amo.
Non avercela con me, torna.
Perdona e assolvi i miei peccati,
si, i miei sporchi vizi!
Io non conosco la luce.
Dai... pensaci... non farmi incazzare.
Ieri
sera ho viaggiato.
Prima del pasto.
Dell'orrido pasto finale.
Come cannibali affamati.
Ho viaggiato lontano.
Ho bevuto liquidi universi
pieni di sogni infranti.
Lacrime artificiali.
Gabbie psichedeliche e voci.
Tante voci.
Uno sciame di vespe inferocite.
Ieri sera ho vomitato
un sacco di illusioni.
Durante il mio viaggio.
Mi chiamano drogata.
Un poco allucinata.
A volte assassina di utopie.
Ma che ci posso fare se
da bambina non mi leggevano
le favole?
Ieri sera ho esagerato
ed ora sono in caduta libera.
Ho scopato ma non c'ero.
L'anima mia chissà dov'era?
Volava.
Come un angelo ribelle,
lei danzava.
Potevo vederla.
Non è stato un viaggio astrale.
Ho solo calato.
Poi mi sono gettata dal burrone
dell'incoerenza e ho pianto.
Perchè so essere un casino fragile.
Mi sono innamorata. Ma non ricordo di chi.
So sole che il mio cuore palpitava.
Forse era solo la cala.
Null'altro.
Oh ragazzi, ieri sera
ho venduto il mio corpo a brandelli.
Nessuno lo ha più recuperato.
Dorme nella discarica delle finzioni.
Quelle di sc