Un tempo lontano, mi ricorda questo. Una musica melodica incantevole che al primo ascolto mi ha fatto scuotere la testa e decidere di non volerne sapere. Un giorno lo riprendo e lo rimetto nel lettore. Ed fu amore.
BLACKMORE'S
NIGHT
[
shadow of the moon ]

Immaginatevi la vecchia Inghilterra con gnomi ed elfi, immaginatevi le corti di ricchi signori, con dame dai preziosi vestiti, immaginatevi i menestrelli che nei salotti o nelle piazze fanno musica per il re e per il sorriso di tutti, ora immaginatevi che il menestrello piu’ pazzo, ma anche di gran lunga piu bravo sia Ritchie Blackmore, si proprio il vecchio Ritchie, quello che per anni ha rockeggiato per tutti gli angoli del pianeta, ed immaginatevi che una delle dame, rapita dal suono di una magica sei corde, si lasci incantare e cominci a cantare fiabe e vecchie storie di eroi ed amori. Bene, se riuscite ad immaginarvi tutto questo vuol dire che siete pronti per assaporare quello che secondo me e’ uno dei cd piu’ validi dell'ultimo decennio, trattasi di "Shadow of the moon" di Ritchie Blackmore e Candice Night, la gentile consorte. Definire questo album un capolavoro e’ veramente poco, l'unica e’ ascoltarlo, ascoltare le note candide ed allo stesso tempo colme di mille sentimenti e fraseggi di "Be mine tonight", o "Ocean gipsy" fino a "Greensleves" o alla siblime "Play minstrell play" dove a rendere ancora più delicata l'armonia si aggiunge un altro menestrello d'eccezione, quel vecchio volpone di Ian Anderson...ve lo ricordate? Candice Night, per me fino ad ora una illustre sconosciuta, si rivela una validissima vocalist, ed il suo dolce canto non ha nulla da invidiare ad una Loorena McKennit, per quanto riguarda Blackmore, non diro’ nulla in piu’ di un semplice consiglio: per chi ancora non fosse convinto di quanto l'ex Purple sia il miglior chitarrista sulla piazza, andatevi ad ascoltare il duetto con Ian Anderson in "Play minstrel play"...o ancora "Minstrell ball".
Pezzo
a cura di Kevin Boon ©
anno 1997
L E . C A N Z O N I
1.
shadow of the moon
2. the clock ticks on
3. be mine tonight
4.play minstrel play
5. ocean gipsy
6. minstrel hall
7. magical world
8. writing on the wall
9. renaissance faire
10. memmingen
11. no second chance
12. mond tanz
13. spirit of the sea
14. greensleeves
15. wish you were here
........................................................
Il secondo supera il primo, questo il mio parere. Sono stata due settimane a fondere il lettore con questo cd, perchè merita, perchè è meditativo, perchè trasuda esperienza di vita. Adoro questa donna, adoro come sa trasmettere emozioni.
ALANIS
MORRISSETTE
[
supposed former infatuation junkie ]

La ragazza è cresciuta: benché, dopo il successo planetario di Jagged little pill (che ha venduto qualcosa come ventotto milioni di copie), Alanis Morissette potesse anche decidere di clonare se stessa all'infinito. E non ci sarebbe stato niente di così tragico, in fondo: il disco d'esordio della Morissette era intelligente, ricco d'ironia, tagliente e molto arrabbiato, un mix esplosivo che ha fatto la sua fortuna ed ha aperto la scia ad un buon numero di cantautrici confuse ed irritate. In Supposed former infatuation junkie la cantante canadese spinge l'acceleratore sul personale, sul non detto, sul versante dell'autocritica. Si tratta sicuramente di un disco più impegnato rispetto al precedente, con una verve ironica più sotterranea, ma anche più pungente: è un classico album da sentire a più riprese, ricco di 'retrogusti' che solo gli ascolti ripetuti possono esaltare. E' un disco denso di storie, di propositi, perfino di lettere mai spedite, e di canzoni ovviamente (ben diciassette): brani all'insegna della massima varietà, all'interno dei quali emergono spunti soft, all’insegna dell’introspezione, alternati a momenti più movimentati, decisamente più rock in senso stretto. Molto convincente il singolo Thank U: tra gli altri brani si evidenziano Can't not, Ur, la splendida One, Unsent e So pure. Sul versante 'filologico' è doveroso segnalare che l'edizione italiana comprende anche una traduzione dei testi originali: perché Alanis, si sa, è una cantautrice sensibile alla valenza lirica dei propri brani...
Pezzo
a cura di Paolo Boschi ©
anno 1998
L E . C A N Z O N I
1.
front row
2. baba
3. thank u
4. are you still mad
5. sympathetic character
6. that I would be good
7. the couch
8. can't not
9. ur
10. I was hoping
11. one
12. would not come
13. unsent
14. so pure
15. joining you
16. heart of the house
17. your congratulations
........................................................
L'ho cercato come una disperata e qualche anno fa lo trovai, tra l'altro anche a prezzo speciale! Ce n'era sono una copia e mi sono sentita tanto fortunata, perchè stringevo tra le mani quella che, allora, consideravo la colonna sonora migliore per eccellenza.
RALPH
SALL
[ the craft music from the motion picture ]

Our Lady Peace-Tomorrow Never Knows: una cover forte e moderna di una grande composizione dei Beatles`. Dovrebbe fare piacer ad entrambi gli estimatori dei Beatles ed a quelli della musica moderna. Heather Nova-I Have the Touch: Originalmente una canzone di Peter Gabriel, il brano ha una struttura alternativa e, occasionalmente, quasi elementi reggae. Sponge-All This And Nothing Letters to Cleo-Dangerous Type Love Spit Love-How Soon Is Now?:la versione originale della canzone "How soon is now" è cantata dagli Smiths ed è inclusa nell'album "Hatful of Hollow" del 1984. Matthew Sweet-Dark Secret:Lindsey Buckingham, tra altri, è la cigliegina sulla torta di questa canzone Juliana Hatfield-Witches Song Tripping Daisy-Jump Into the Fire:molto (forse troppo simile) ai Janes addicction.
Pezzo
preso sul web-anonimo
anno 1996
L E . C A N Z O N I
1.
tomorrow never knows
2. I have the touch
3. all this and nothing
4. dangerous type
5. how soon is now?
6. dark secret
7. witches song
8. jump into the fire
9. under the water
10. warning
11. spastica
12. the horror
13. bells books and candles
........................................................
Non ho mai amato questa cantante se non quando ho saputo che Isabella Santacroce aveva scritto le canzoni per il suo nuovo cd. Sono corsa a comprarlo per un amico e l'ho ascoltato. Parole e musica? Superlative.
GIANNA
NANNINI
[
aria ]

Un album inatteso per chi ha ancora nelle orecchie il precedente “Cuore”, cd cantautorale e introspettivo, scritto e vissuto su emozioni molto personali. In realtà, “Aria” suona rivoluzionario rispetto all’intera produzione passata della Nannini, pur senza snaturare la sua vena sinfonica e pucciniana: nelle tredici canzoni del nuovo disco, infatti, la rockeuse compie una grintosa escursione fuori dagli schemi, riuscendo a fondere il suo rock melodico mediterraneo (i provini sono nati in un garage alle pendici dell’Etna) con un pop rock elettronico contemporaneo. Il risultato di questa sapiente amalgama è noise, rumore. Gianna l’ha scritto nella sua tesi di laurea: la musica deve fare rumore. E in questo album GN si è assicurata il talento di due “rumoristi” eccezionali: Armand Volker, la “mente”, e Christian Lohr, il “braccio”. Sono loro gli artefici del “noise computer” che caratterizza tutto il sound di “Aria”. Non pensate a sonorità anonime, create artificialmente: Volker e Lohr usano il computer in modo fisico e caldo, manipolando geneticamente strumenti autentici e musicisti reali (fra cui Mauro Pagani, che suona il mandolino in “Uomini a metà” e il liuto in “Meravigliosamente crudele”) per creare un tappeto musicale esclusivo e innovativo rispetto al rock del passato. Un nuovo trend sonoro, nel quale anche la voce di Gianna Nannini, “arrangiata” con vocoder e altre diavolerie elettroniche, si trasforma in uno strumento capace di concepire intriganti melodie. Oltre a Christian Lohr e Armand Volker (produttore artistico dell’album; mentre il produttore esecutivo è come sempre Peter Zumsteg), anche la scrittrice Isabella Santacroce ha un ruolo fondamentale nella realizzazione di “Aria”.
Pezzo
preso sul web-anonimo
anno 2002
L E . C A N Z O N I
1.
volo
2. uomini a metà
3. aria
4. dj morphine
5. sveglia
6. immortale
7. crimine d'amore
8. meravigliosamente crudele
9. mio
10. amore cannibale
11. battiti e respiri
12. un dio che cade
13. nuova era
........................................................
Non ricordo per quale motivo comprai questo cd, forse qualcuno me lo consigliò. Ricordo però che all'inizio mi dava i brividi, non mi piaceva per niente. Ma come al solito mi sbagliavo. Al secondo ascolto e poi al terzo ho compreso il loro stile e l'ho trovato molto piacevole. Ma devo essere sincera: ancora non li ho dentro.
DIMMU
BORGIR
[
puritanical euphoric misanthropia ]

Nuovo lavoro dei Dimmu Borgir, intitolato “Puritanical Euphoric Misanthropia” ( ci avete fatto caso che i Dimmu Borgir da “Enthrone Darkness Triumphant” utilizzano tre parole per i titoli dei loro dischi?), ma che io avrei intitolato “Dimmu Borgir: l’orgasmo continua”. Brothers, qui ci troviamo di fronte ad un album che spacca, senza possibilità di repliche. Innanzitutto, c’è stata una piccola rivoluzione all’interno della line-up, che accanto a Shagrath, Silenoz e Mustis (rispettivamente voce, chitarra e tastiera) vede la presenza di Galder (chitarrista e mente dei suoi Old Man’s Child), Vortex (ex Borknagar) e Nicholas Barker (ex Cradle Of Filth). La prima cosa che si nota è la produzione, veramente spaventosa, tanto è nitida e pulita, ma ciò che conta è la qualità dei pezzi, veramente altissima. Forse è avventato parlare di capolavoro, ma in questo caso ci andiamo veramente vicini. A livello musicale, i nostri hanno evoluto il loro stile spostandosi verso territori Death Metal quanto basta per rendere i brani ancora più veloci e cattivi, senza però trascurare il loro aspetto sinfonico, qui supportato da una vera orchestra che fa risaltare ancora di più le già splendide melodie presenti in questo disco. Inoltre, è da segnalare l’utilizzo magistrale della voce pulita che si alterna con le parti cantante in screaming e, in generale, una ulteriore evoluzione del songwriting. Una nota a parte per “Puritania”, una canzone molto sperimentale in cui viene utilizzato un mix di voci filtrate e batteria elettronica, risultando comunque molto bella. Potrei andare avanti all’infinito parlando di questo disco, ma penso che lo si possa riassumere in tre parole: maturo, spietato ed elegante. Da comprare a scatola chiusa.
Pezzo
a cura di Emanule Antolini ©
anno 2001
L E . C A N Z O N I
1.
fear and wonder
2. blessing upon the throne of tyranny
3. kings of the carnival creation
4. hybrid stigmata - the apostasy
5. architecture of a genocidal nature
6. puritania
7. indoctrination
8. the maelstrom mephisto
9. absolute sole right
10. sympozium
11. perfection or vanity
12. burn in hell
........................................................
Semplicemente in ricordo di un'amica. Unicamente perchè quando, le rare volte, lo ascolto è a lei che il mio pensiero fugge perchè fu lei a farmeli conoscere. Mi manca molto Cristina (contessanera) e spero che abbia trovato la sua strada. Grazie a questa colonna sonora io la ricordo con immenso amore.
OPERA
IX
[
sacro culto ]

Con questo secondo full-lenght album gli Opera IX non si smentiscono nel ruolo di black cult-band. "Sacro Culto" rappresenta un lavoro più maturo rispetto al precedente "The call of the wood". Infatti in sede di song-writing la band spazia maggiormente tra sonorità acustiche ed elettriche, evidenziando una buona preparazione tecnico-compositiva. Tutto sommato l'album può essere considerato come la continuazione del precedente, tranne nelle maggiori soluzioni vocali pulite e negli inserti tastieristici, che sono, quest'ultimi, più carenti e poco incisivi. Grande la prova di Cadaveria, unica female-screamer mondiale, nell'esecuzione di vocals molto teatrali ed oniriche e forse un pò meno nel cantato pulito che ha bisogno ancora di un' impostazione precisa.Tuttavia se la cava lo stesso con i suoi malinconici e alienanti fraseggi, supportati anche dal cantato gotico maschile. Riguardo al mixaggio complessivo ci sono delle pecche a livello di volume e di riverberazione (sezione ritmica e chitarra molto basse, dominate dalla voce e dalla tastiera) forse causati dal basso budget a disposizione, a meno che questa non sia una scelta precisa del gruppo. Comunque concludendo gli Opera IX possono essere considerati una vera e propria trip-band che basa la sua musica su varie e forti tinte di sentimenti ed emozioni oscure, che cercano di ricreare nell' ascoltatore un senso di impotenza e di smarrimento, catapultandolo nella parte più arcana e occulta del nostro inconscio.
Pezzo
a cura di Rhos Machina ©
anno 1998
L E . C A N Z O N I
1.
the oak
2. fronds of the ancient walnut
3. the naked and the dance
4. cimmeries
5. my devotion
6. under the sign of the red dragon
........................................................
Il mio compleanno. Ne compivo 20 e Simona si presentò a casa mia con il cd delle Hole. Erano mesi che giravo per i grandi megastore alla ricerca di un loro cd... ma invano. Avevo letto di lei in una biografia che tocca dentro e volevo sentire la sua voce. Grazie Simona per questo regalo indelebile. Da allora sono legata a questo gruppo.
HOLE
[
pretty on the inside ]

L'album Pretty On The Inside (Caroline, 1991) e` uno di quelli che lanciarono il "foxcore" su scala nazionale. Rappresentativi della sua capacita` di costruire atmosfere drammatiche sono il teso psicodramma di Good Sister/ Bad Sister e il requiem solenne della title-track. La sua musica offre un terrificante squarcio di tragedie morali, le sue liriche esplicite e spavalde affrontano situazioni reali che vanno ben oltre i turbamenti adolescenziali. A tanta devastazione psicologica corrisponde un sound aspro e anti-estetico: gli inni Teenage Whore e Sassy sono cantati nel tono annoiato e schifato di Lydia Lunch (con anzi un ulteriore sovratono di disgusto e sarcasmo), suonati in una sorta di blues in trance, talvolta imitando gli isterismi di Kat Bjelland in Berry. Ogni canzone da` voce a un ego diverso, ma sono sempre ego disperati, e la musica segue la loro agonia perdendo quasi subito, dopo il riff iniziale (per esempio i pretesti hardrock di Mrs Jones e Star Belly, o il voodoobilly di Babydoll) qualunque parvenza di identita`, rifugiandosi in un denso e confuso accumulo di suoni rock per i deliri sconnessi della cantante.
Pezzo
a cura di Pietro Scaruffi ©
anno 1999
L E . C A N Z O N I
1.
teenage whore
2. babydoll
3. garbadge man
4. sassy
5. goodsister/badsister
6. mrs jones
7. berry
8. loaded
9. star belly
10. pretty on the inside
11. clouds
........................................................
Ricordo il video su MTV e ricordo che la grinta di questa donna mi aveva colpita. Sandra era diventata una specie di seconda pelle in quel periodo, per me. Così tornata a casa, nella mia città corsi a comprare il cd che conteneva quella canzone e mi sono innamorata di tutte le altre. Inevitabilmente.
GUANO
APES
[
proud like a god ]

Bel cd quello realizzato da questa band tedesca guidata dalla carismatica Sandra Nasic. Sfortunatamente chi ha ascoltato solo il singolo "Open Your Eyes", e si è fatto affascinare da esso, non si deve illudere, se tutto il resto dell’album avesse la stessa energia sarebbe bellissimo ma cosi’ non è, purtroppo. In ogni caso di belle canzoni ce ne sono, ma non troppe, inoltre alcune di esse sono abbastanza tranquille, c'è anche una sorta di ballad intitolata "Rain" e anche un po' di metal in canzoni come "Lord Of The Boards" in cui i Guano Apes mostrano tutto ciò che pensano sullo snowboards. Comunque l’ album è abbastanza carino e può essere apprezzato da molti dato che non è appartenente e un genere esatto: è rock con un po' di metal e abbastanza scratch. Da ascoltare!
Pezzo a cura di Antonello ©
LE . C A N Z O N I
1.
open your eyes
2. maria
3. rain
4. lords of the boards
5. crossing the deadline
6. me use the pain
7. never born
8. wash it down
9. scapegoat
10. get busy
11. suzie
12. tribute
........................................................
Un'amica mi ha mandato una recensione e devo dire mai stata tanto azzeccata! Un album che ho dentro da anni, canzoni dell'anima, non poteva fare scelta migliore. Amo questa cantante e amo questo cd. Grazie a Broken Doll.
CARMEN
CONSOLI
[
mediamente isterica ]

Carmen cresce. E' incazzata. E' stata tradita, ferita, i suoi sentimenti calpestati le hanno permesso di prendere in mano la situazione, di rialzare la testa e scoprirsi più matura. Dopo tutto. Acida, schietta, tagliente, rock, in "Mediamente isterica" la nostra eroina ci toglie il fiato, discende agli inferi(Ennesima eclisse), onora l'amatissima madre(Quattordici Luglio), è dolce, malinconica,intima(Autunno dolciastro). Non c'è una sola singola parola che ogni donna non potrebbe capire, non potrebbe aver già provato, sentito,vissuto, ma solo Carmen ha il dono della poesia. La delicatezza con cui sussurra che avrebbe voluto ucciderlo(Sentivo l'odore),così lucida mentre descrive il tradimento e l'inganno del suo uomo. Lo strazio con cui dà addio alla vita nei panni di una strega(L'ultima preghiera). Perché Carmen non è solo capace di dare voce alla sua anima, in "Mediamente isterica" veste i panni di molteplici donne, molteplici vite interrotte: la geisha, la donna che ha paura di invecchiare,l' eroina disposta a morire per gli ideali. Sottofondo di tutto questo, le chitarre distorte,i giri di basso potenti,la batteria martellante. La lezione del grunge e del noise americano è stata ben appresa e Carmen sperimenta, giungendo culmini rock che non raggiungerà(ahimè) mai più in futuro. "Mediamente isterica" è il taccuino, il diario di una giovane donna:l'amore,l'odio,l'indifferenza,il dolore,la passione,il sesso,la felicità,la malinconia,la madre,l'uomo,il padrone,l'amante,l'inganno,la menzogna,il tradimento,il coraggio,l'orgoglio,l'incertezza. Tutto questo e altro ancora. Quando penso a Carmen, penso "Mediamente isterica",ho ascoltato fino all'inverosimile ogni suo cd, prendo atto che oggi sia molto più matura di allora( anche artisticamente) ma questo è il suo album che ho più sentito mio e che ancora sento. Bitter sweet Carmen…
Pezzo
a cura di Broken Doll ©
anno 2003
L E . C A N Z O N I
1.
besame giuda
2. besame mucho
3. puramente casuale
4. sentivo l'odore
5. autunno dolciastro
6. ennesima eclisse
7. in funzione di nessuna logica
8. geisha
9. eco di sirene
10. quattordici luglio
11. anello mancante
12. contessa miseria
13. l'ultima preghiera
........................................................
Non ci sono molte parole per spiegare il motivo per cui ho comprato questo cd... penso che ascoltarlo sia una buona risposta a tutti i quesiti. Non esiste un perchè ad una carrellata di canzoni come queste.
EVANESCENCE
[
fallen ]

Ascoltare Fallen è un po’ come entrare in una cattedrale di suoni, dove profonde e oscure chitarre, che dominano buona parte del disco, fanno da contraltare alla voce meravigliosa della giovanissima Amy Lee (vent'anni giusti giusti). Ed è proprio la cantante di questa nuova band americana che trafigge l'aria più densa e notturna inondandola con gli splendidi colori della sua voce. Fallen è un duello continuo tra le atmosfere cariche di drammaticità come Going under e My last breath e le delicate ballate sostenute da un pianoforte da brivido come My immortal e Hello. In tutto ci sono undici brani che allestiscono un mondo rabbioso, epico e allo stesso tempo dolcissimo. Qui gli opposti si attraggono per natura: è il paradiso perduto e ritrovato del rock, una luce salutare che illumina il buio. Arrivati in Italia via etere con Bring me to life (il loro primo singolo in compagnia di Paul Mc Coy dei 12 Stones) gli Evanescence si erano fatti notare per una certa somiglianza con i Lacuna Coil. Poi grazie alla loro partecipazione alla colonna sonora del film "Daredevil" hanno rapidamente raggiunto una popolarità più solida e priva di equivoci. Tanto per non sbagliare neppure all'estero, appena uscito Fallen si era subito posizionato al settimo posto delle classifiche di Billboard, vale a dire una delle più importanti riviste di business musicale. Ed è un successo che il quartetto di Little Rock, Arkansas, merita in pieno perché il disco con cui ha debuttato è uno di quelli che non si consuma dopo pochi ascolti ma che al contrario si fa a scoprire nel tempo sotto angolazioni diverse. Fallen mostra tra l'altro un’ossatura molto robusta: le composizioni e gli arrangiamenti offrono quanto di meglio si possa incontrare lungo le strade del rock gotico. In più c'è una buona dose di liricità e qualche leggero soffio tecnologico che mette il suono degli Evanescence al passo con i tempi.
Pezzo
a cura di Marco Novaro ©
anno 2003
L E . C A N Z O N I
1.
going under
2. bring me to life
3. everybody's fool
4. my immortal
5. haunted
6. tourniquet
7. imaginary
8. taking over me
9. hello
10. my last breath
11. whisper
........................................................
Ammaliata dal loro primo cd non potevo farmi sfuggire quello che poi sarebbe diventato il mio preferito in assoluto. Vuoi per la splendida "I think I'm paranoid", vuoi per la voce della superba Shirley, vuoi per la nostalgia... sono tornata al megastore e l'ho preso al volo!
GARBAGE
[
version 2.0 ]

A tre anni dal loro scoppiettante debutto ecco la 'seconda versione' dei Garbage, il gruppo anglo-americano formato da Butch Vig - già produttore di Nirvana, Smashing Pumpkins e Sonic Youth (tra gli altri) -, Steve Marker e Duke Erikson (tutti di Madison, Wisconsin), con l'aggiunta della cantante, la 'divina' Shirley Manson, scozzese. La 'spazzatura musicale' di Version 2.0 ricalca la falsa riga del lavoro precedente, che aveva venduto tre milioni e mezzo di copie nel mondo, trainato da singoli portanti quali Queer e Stupid girl: un buon motivo per non cambiare la formula vincente, con l’unico accorgimento di aggiornare la versione quasi si trattasse di un programma elettronico. Ed infatti il secondo album dei Garbage presenta dodici canzoni sostanzialmente simili nello stile a quelle del debutto, solo più complicate (non complesse, manipolate): ovvero brani 'elettronici' in senso lato, con un influenza rock piuttosto marcata e un sapore vagamente anni Ottanta - si prenda ad esempio il brano d'esordio, Temptation waits, d'indubbio gusto New Wave - . Se dal profilo delle sonorità l'album non presenta una decisa evoluzione, lo stesso non può dirsi della voce di Shirley Manson (autrice anche dei testi delle canzoni) che pare aver amplificato il suo naturale fascino ombroso e malinconico. La qualità dei brani proposti non è omogenea: tra le canzoni di Version 2.0 spiccano in particolare I think I'm paranoid, Medication, Special, Push it, You look so fine. In attesa della version 3.0...
Pezzo
a cura di Paolo Boschi ©
anno 1998
L E . C A N Z O N I
1.
temptation waits
2. I think I'm paranoid
3. when I grow up
4. medication
5. special
6. hammering in my head
7. push it
8. the trick is to keep breathing
9. dumb
10. sleep together
11. wicked ways
12. you look so fine
........................................................
Il film mi rimase dentro per un bel pò di tempo. Non lo vedo da parecchio ma ogni tanto mi capita di infilare il cd della colonna sonora e viaggiare con la mente. Come non si può amare quelle canzoni? Sono così maledette... così ironiche. E' stata una delle prime soundtrack che ho acquistato.
QUENTIN
TARANTINO
[
pulp fiction ]

Non
riusciamo a credere che ci sia qualcuno che non abbia visto Pulp Fiction,
ma per quei sei o sette spettatori poco attenti, la trama è composta da
tre storie collegate che vedono in azione due gangster della malavita di
Los Angeles, Vincent Vega (Travolta) e Jules Winnfield (Jackson). Un film
da non perdere per la quantità di humour, violenza, fantastici pezzi musicali
e battute di dialogo da citazione. Travolta e Jackson fanno a gara per dare
la migliore interpretazione della loro carriera e Bruce Willis sembra tanto
cauto e sensibile nella sua performance da far stupire i critici.
Un film non proprio perfetto, con l’ intreccio complesso e intelligente
che ci si aspetta da Tarantino ma non privo di sequenze decisamente
troppo lente. Quanto alla recitazione di Quentin, preferiamo sorvolare...Anche
la storia centrale, scritta da Roger Avery, rappresenta un problema per
la tendenza a esprimere sentimenti omofobici che si intensificano con il
progredire degli eventi. Nonostante tutto, il film rimane un grande esempio
di ottimo cinema.
Sia i dialoghi di Tarantino che la fantastica colonna sonora sono resi in
maniera corretto anche se solo in Dolby Digital 2.0; avremmo voluto il missaggio
Dolby Digital 5.1 della colonna originale . Per i fan dell’azione, andate
al Capitolo 5 e godetevi le assordanti sparatorie. Niente di meno di quanto
ci aspettassimo.
Pezzo
a cura di [ Redazione DVD Magazine ] ©
anno 2001
L E . C A N Z O N I
1.
misirlou
2. royale with cheese
3. jungle boogie
4. let's stay together
5. bustin surfboards
6. lonesome town
7. son of a preacher man
8. zed's dead baby
9. jack rabbit slims twist contest
10. girl you'll be a woman soon
11. love is a red dress
12. bring out the gimp
13- flowers on the wall
14. personality goes a long way
15. surf rider
16. ezekiel 25:17
........................................................
Il primo cd da ma acquistato di questa formidabile artista. Mi ha lasciato, all'inizio, perplessa. Era per me un nuovissimo universo. Ma col tempo, risentendola, ho cominciato a percepire le meraviglie che si celavano dietro quella nebbia fitta di note assurde.
DIAMANDA
GALAS
[
vena cava ]

Nessuna
recensione trovata sul web ed io non sono assolutamente in grado di descrivere
le sensazioni che questo cd può dare.
Consiglio quindi un'unica cosa: comprarlo.
L E . C A N Z O N I
Non vi sono numeri, non vi sono tracklists.
........................................................
Pochissime
parole. Una mail di una persona definitosi "anima
sofferente" ci consiglia il cd di un gruppo a me sconosciuto
ed io l'accontento. Ho visitato il sito e lo passo anche a tutti voi.
Visto così dev'essere qualcosa di davvero particolare. Nessuna recensione
nemmeno per questo cd... lascio tutto all'ascolto.
HOW
LIKE A WINTER
[
beyond my grey wake ]

L E . C A N Z O N I
1.a
flower that sears in silence
2.all the seasons of madness
3.laying together again
4.bescreen'd
5.who is hiding
6.crucifige
7.XCVII
8.the night, then him
9.so death would be just a bad dream
........................................................
Una mail da parte di un gruppo musicale che mi domanda di pubblicare qui la loro recensione ed il loro cd. Posso forse rifiutarmi di proporre nuove voci, nuovi elementi nella musica? No! Non posso, così regalo a tutti voi il loro "viaggio". Un grazie di cuore a Nuit e Mystique.
LA
NUIT MYSTIQUE
[
aasverus ]

Un concept album dall'impatto teatrale, a tratti solenne e lirico, a tratti classico e commovente. Basato sulla leggenda del "viator" Aasverus, condannato dal Cristo all'eterno vagare e affine alle sonorità eteree dei superbi Sopor Aeternus & the Ensemble of Shadows, può trasportare l'ascoltatore in una dimensione dove ogni suono e respiro, palpito cardiaco ed emozione purissima. Il duo senza volto, composto da Nuit e Mystique, ha intessuto un lavoro nel quale l'animo umano, con le sue contraddittorie sfumature, si svela in ogni sospiro, pur continuando a muoversi su uno sfondo neutrale, non filtrato personalmente. Da qui, la scelta di celare la propria identità dietro la maschera, perché non possa in alcun modo condizionare l'ascoltatore, lasciato libero di viver la leggenda e trarre le proprie personali sensazioni.
Pezzo
a cura di Nuit ©
anno 2002
L E . C A N Z O N I
I
- Preludio
ATTO I
II – La Maledizione
III – L’Eterno Naufragar
IV – Notti Gotiche
ATTO
II
V – I Mille Nomi del Signore delle Ombre
VI – La Contessa Jolanda
VII – Solitudine
VIII – Dolce Amore di un Tempo che Fu
ATTO
III
IX – Il Castello di Nessuno
X – La Mia Tomba
XI – Il Sogno
XII – Epilogo
........................................................
Un film che mi ha colpito moltissimo così come la sua colonna sonora. Non sono riuscita a farne a meno, dovevo possederla. Così non mi stancherei mai di riascoltare queste melodie.
MICHELLE
VAN ARENDONK
[
resident evil ]

Se sull'infinita saga dei videogame-movie è impossibile dire nulla di particolarmente lusinghiero, ancor meno entusiasmo - pellicola dopo pellicola - è stato suscitato dai cacofonici tappeti sonori e dalle monotone 'smitragliate' heavy che puntualmente finivano per ricoprire il ruolo di 'sonorizzazione'. Ma stavolta il veterano del genere, il regista Paul 'Mortal Kombat' Anderson (forse invidioso dell'ottima compilation elettronica inanellata per "Tomb raider"), ha davvero deciso di fare le cose in grande! Non solo - in un Cd che può vantare un'apertura da cardiopalma: la fanciullesca voce della malefica Regina Rossa che proclama: "You're all going to die down here" - ha chiamato a raccolta le band più competitive della sempre più inarrestabile 'orda sonora' che risponde al nome di nu-metal; ma si è anche accaparrato - allo scopo di realizzare una partitura sonora strumentale che accompagnasse i momenti più suggestivi della pellicola - un 'compositore' ambito come pochi, Mr. Brian Warner, meglio conosciuto come Marilyn Manson! Spiazzando tutti, la rockstar più controversa del nuovo millennio ci regala quattro brani da brivido che raffinano la sua concezione di 'musica industriale' - sottilissimo l'uso quasi in loop dello speed rock che da sempre predilige - e rendono come mai prima evidenti le radici electro-rock/techno-pop del melange sonoro che da sempre costituisce la sua fortuna. Ascoltate l'intrusiva "Seizure of power" e dimenticherete all'istante i riff spaccatimpani con variazioni infinetesimali e saltuarie punteggiature house che solitamente accompagnano i passaggi 'da un quadro all'altro' dei videogame più gettonati (onnipresenti anche al cinema: penso - purtroppo - agli Anthrax di "Fantasmi da Marte"). Presente anche in versione 'canzonettistica' - ottima la sua popolarissima "The fight song" remixata dagli Slipknot - Marilyn Manson costituisce il fiore all'occhiello di una kermesse metallica e virulenta - seppur inattesamente rivitalizzata da tentazioni melodiche - che vede, tra le proposte più convincenti, lo shock-rock dei Coal Chamber ("Something told me"), il post-grunge dei Saliva ("800"), i ringalluzziti Depeche Mode ("Dirt") dal sound sempre più vicino all'alternative-rock oggi imperante, i teutonici Rammstein già cari al David Lynch di "Strade perdute" (da cardiopalma le voci bianche della loro "Hallelujah" che porta quest'arcigna band nei pressi delle 'pericolose' sonorità del folk apocalittico) e l'ennesimo remix dei 'padrini' dell'hardcore-techno, i Prodigy (qui alle prese con "Release yo' self" dei Method Man). Una menzione d'onore per alcuni titoli, particolarmente in tema: "Invisible wounds (The suture mix)" dei capostipiti del nu-metal Fear Factory; "My plague (New abuse mix)" dei già citati Slipknot; "What comes around (Day of the dead mix)" degli Ill Nino, dalla popoalrità assai crescente; e, per concludere, "Name of the game" di The Crystal Method, che costituisce la parentesi hip-hop della soundtrack.
Pezzo
a cura di Domenico Vitucci ©
anno 2002
L E . C A N Z O N I
1.
red queen
2. my plague
3. the fight song
4. something told me
5. name of the game
6. everyone
7. invisible wounds
8. anything but this
9. belleluja
10. dirt
11. what comes around
12. dig
13. release yo delf
14. 800
15. the infinity
16. the umbrella corporation
17. resident evil title theme
18. seizure of power
19. reunion
20. cleansing
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Mai visto un film tanto meraviglioso e drammatico nello stesso tempo. Le musiche? Che dire? Un capolavoro. Una sinfonia di pezzi conosciuti riarrangiati alla perfezione.
BAZ
LUHRMANN
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moulin rouge ]

Ci troviamo di fronte a due possibili percorsi: apprezzare dei brani cantati dagli stessi protagonisti del film (su tutti la Kidman e Mc Gregor) e quindi appoggiare in toto questo CD, oppure essere degli integralisti e voler sentire le edizioni originali delle varie canzoni, eseguite dagli artisti che le hanno rese famose, nel qual caso non rimarrete contenti. Personalmente giudico questa colonna sonora un piccolo capolavoro, come lo stesso film da cui è tratta. Ci troviamo di fronte ad un omaggio a tutti i brani pop che hanno fatto la storia eseguiti sia singolarmente: “Your Song”, “Lady Marmalade”, “Nature Boy” che sotto forma di tributo: “Elephant Love Medley”. Le voci dei due cantanti attori, spesso supportate dal coro, lasciano sorpresi per le capacità espresse. Su tutto “Roxanne” dei Police riarrangiata sotto forma di tango: un capolavoro.
Pezzo
a cura di Valerio Salvi ©
anno 2001
L E . C A N Z O N I
1.
nature boy
2. lady marmalade
3. because we can
4. sparkling diamonds
5. rhythm og the night
6. your song
7. children of the revolution
8. one day I'll fly away
9. diamond dogs
10. elephant love medley
11. come what may
12. el tango de roxanne
13. complainte de la butte
14. hindi sad diamonds
15. nature boy
16 lady marmalade
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Penso il mio cd preferito in assoluto, tra quelli dei Lacuna Coil. Come sempre la voce di Cristina non si confonde e da forti sensazioni. Come non avere tutti i loro cd?
LACUNA
COIL
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unleashed memories ]

Attraverso le dieci tracce che compongono questo lavoro, i sei musicisti coinvolti in questo progetto ci portano alla scoperta della metamorfosi sonora che ha accompagnato la band dagli esordi sino ad oggi, guidandoci attraverso magiche atmosfere, sognanti passaggi orientaleggianti, preziose sfumature che rendono questo album una piccola perla in grado di infondere all’ascoltatore, ascolto dopo ascolto, emozioni indescrivibili. E’ così che ci si troverà a riscoprire l’immensa bellezza di "Senzafine", un esperimento passato quasi inosservato al tempo dell’ottimo mini "Halflife" e qui riproposta in tutto il suo fascino, a sognare con la ballad "Purify", senza dubbio uno dei momenti più toccanti dell’intero lavoro, infinitamente delicata nelle splendide melodie tracciate da una Cristina in gran forma e ad esaltarsi con la classica "When A Dead Man Walks", semplicemente irresistibile nel suo crescendo dettato da un Andrea sempre pronto ad esplodere in un refrain diretto e travolgente. Un lavoro da ascoltare, da vivere, lasciandosi trasportare dalla splendida "Wave Of Anguish" al termine di un sogno senza fine.
Pezzo
a cura di Fabio Magliano ©
anno 2001
L E . C A N Z O N I
1.
heir of a dying day
2. to live is to hide
3. purify
4. senzafine
5. when a dead man walks
6. 1.19
7. cold heritage
8. distant sun
9. a current obsession
10. wave of anguish
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Il
primo cd dei Subsonica che mi sono comprata e anche quello che ho amato
di più, nel tempo. Penso di averlo praticamente consumato. Mia canzone
favorita di questo cd? Sicuramente "strade", in ricordo di viaggi
indimenticabili.
SUBSONICA
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microchip emozionale ]

Ci troviamo probabilmente di fronte all'album più bello della band torinese; questa è la seconda fatica del gruppo capitaneggiato dal cantante Samuel ed è la conferma migliore che ci si potesse aspettare dai Subsonica, dopo il primo omonimo album di lancio che ce li aveva fatti scoprire. L'album è riuscito in pieno, riesce a farci entrare pienamente nello stile di questa band; si parte quindi con una brevissima introduzione per passare subito dopo a "Sonde", ottima canzone Aurora Sogna è una canzone che rappresenta appieno lo stile "subsonico", il testo parla dei sogni di un adolescente moderna: che sogna una nuova immagine e non crede nell'amore. Si passa avanti e si arriva a "Tutti i miei sbagli", presentata come hit sanremese ma molto bella: anche in questo caso il ritornello è trascinante e restare fermi è quasi impossibile. Da ricordare anche "Liberi Tutti", realizzata in collaborazione con Daniele Silvestri e veramente liberatoria (scusate il gioco di parole) come canzone.
Pezzo
a cura di Daniele ©
anno 2003
L E . C A N Z O N I
1.
buncia
2. sonde
3. colpo di pistola
4. aurora sogna
5. lasciati
6. tutti i miei sbagli
7. liberi tutti
8. strade
9. disco labirinto
10. il mio dj
11. il cielo su torino
12. albe meccaniche
13. depre
14. perfezione
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Un altro scrigno di musica meravigliosa. Sempre loro, sempre la voce di Tarya. In questo cd ci sono le mie canzoni preferite del gruppo. Decisamente si può viaggiare altrove, con questa musica celestiale.
NIGHTWISH
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wishmaster ]

Dopo il successo di Oceanborn i Nightwish continuano la loro ricerca stilistica particolare e suggestiva con in nuovissimo Wishmaster. La direzione musicale del gruppo non varia una virgola rispetto il precedente capitolo da studio, su una base power alla Stratovarius si distingue la voce lirica della bravissima Tarja Turunen, ancora più evocativa del precedente disco. Il lavoro si apre con "She is my sin", brano veloce e ritmatissmo con, manco a dirlo, la voce di Tarja ben in evidenza, le ritmiche tipiche del gruppo danno alla song un tappeto ottimo su cui muoversi. La successiva "The kinslayer" è impreziosita da un bell'intrecci chitarristico con un riff iniziale ben riuscito, il cantato è meno lirico e più fuso con le ritmiche. Con "Come cover me" il gruppo prova a sperimentare un approccio meno diretto e potente, l'intro è abbastanza soft per lasciare il passo, presto, alla chitarra piena e convincente di Emppu Vuorinen qui davvero ispirata, anche Tarja prova a modulare diversamente la sua voce, ne giova il brano fra i migliori dell'intero disco."Wanderlust" ci riporta alle atmosfere tipiche del gruppo, ritmiche scandite dalla doppia cassa di Jukka Nevalainen e la voce di Tarja sempre ben presente, anche su questo brano le tastiere di Tuomas Holopainen sono sempre ben presenti, anche se pagano un grosso tributo a Jens Johansson. La traccia seguente "Two for tragedy" si apre con la voce sofferta ed evocativa di Tarja supportata dai sinth di Tuomas per un tentativo, peraltro poco riuscito a mio avviso, di una ballad, il brano appare un pò melenso anche se il crescendo lo rende un pò più gradevole.
Pezzo
a cura di anonimo
anno 2002
L E . C A N Z O N I
1.
she is my sin
2. the kinslayer
3. come cover me
4. wanderlust
5. two for tragedy
6. wishmaster
7. bare grace misery
8. crownless
9. deep silent complete
10. dead boy's poem
11. fantasmic
avanti
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